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DIRITTO NATURALE E DIRITTO POSITIVO NELLA REALTA’ CONTEMPORANEA

di Giorgio Pizzol

Esaminando la storia delle dottrine per mezzo delle quali gli studiosi di filosofia, di politica, di dottrine giuridiche, hanno cercato di individuare i fondamenti del “diritto” (dell’insieme delle norme che devono regolare il vivere in società degli esseri umani) incontriamo due grandi correnti di pensiero che si pongono reciprocamente in antitesi: la corrente del diritto naturale o giusnaturalistica e la corrente del diritto positivo o giuspositivistica.

In questa sede non parleremo delle molteplici articolazioni nelle quali ognuna delle due correnti sopra indicate si è espressa nelle varie epoche storiche. Il nostro discorso si limiterà, per ragioni di tempo, ad una descrizione schematica delle tesi principali che ciascuna scuola di pensiero ha sostenuto in merito ai fondamenti del concetto di diritto; e ad alcune riflessioni sul significato teorico e pratico del dibattito su tali tesi ai giorni nostri.
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DISEGNO DI LEGGE 3047 ARTICOLO 49 DELLA COSTITUZIONE

d’iniziativa del Senatore Giorgio Pizzol

Ad integrazione dell’articolo sulla democrazia interna ai partiti (https://convergenzasocialista.com/2017/01/09/costituzione-pizzol-articolo-49-ideologia-socialista/), pubblichiamo il testo del disegno di legge in materia N.3047 d’iniziativa del Sen. Pizzol.

Disegno di legge N.3047 Art-49 della Costituzione

RIFLESSIONI SUL MODELLO DI DEMOCRAZIA PREVISTO DALL’ART. 49 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

di Giorgio Pizzol, Senatore socialista X Legislatura

Appunti per l’incontro di studio del 25 marzo 2011 al Liceo Flaminio, Vittorio Veneto

Parte I: Il contenuto normativo
All’inizio degli anni ’60 era facile leggere nei commenti alla Costituzione Italiana, svolti da studiosi delle scienze politiche e giuridiche (delle più diverse tendenze ideologiche), che l’articolo 49, doveva essere considerato come la “chiave interpretativa” dell’intero disegno costituzionale. E ciò perché nelle sue disposizioni, vengono enunciate le caratteristiche peculiari del “modello istituzionale” della “democrazia” quale viene concepita e istituita dalla nuova Carta costituzionale. In altri termini, si diceva che in questo articolo chiunque può “leggere” le idee guida, le norme fondamentali, i principi, secondo i quali i cittadini, come singoli e nel loro insieme (come popolo), hanno il diritto, e il dovere di esercitare, la sovranità popolare.

L’istituzione di questo “modello” veniva giudicata come l’avvio di un’esperienza del tutto nuova e originale nella storia degli ordinamenti giuridici dell’intero contesto mondiale per i motivi che cercheremo di esporre.

Gli stessi studiosi facevano notare che gli ordinamenti costituzionali che si autodefiniscono “democratici” (in quanto riconoscono come titolare della “sovranità” il popolo) rimangono in pratica “oligarchici” (in quanto, nella realtà effettiva, la sovranità è esercitata da poche persone). In base a tali ordinamenti infatti, a ben guardare, il popolo esercita effettivamente la sovranità soltanto al momento del voto in quanto col voto “cede” la sovranità agli eletti, ai “rappresentanti del popolo”, ai quali viene affidato appunto il potere di decidere “a nome per conto” del popolo.
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