Archivi tag: Governo

Sì ad un Fronte Socialista

Sì ad un Fronte Socialista per una Italia ed una Europa socialista. Per una revisione profonda dei Trattati Europei, per una Europa finalmente politica e sociale. Contro il liberismo e per il superamento del sistema economico capitalista.

Manuel Santoro, segretario nazionale

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Risposta al commissario UE Oettinger

Tenuto conto dell’accortezza profusa dal commissario UE Oettinger nei confronti degli elettori italiani, rispondiamo al commissario con due nostre proposte che certamente gli faranno rimpiangere Salvini e Di Maio.
Primo, la politica monetaria deve essere uno strumento della politica, deve essere o tornare in mano alla politica e non in mano ad organi indipendenti e avulsi dalle scelte degli elettori come la BCE.
Secondo, l’intero sistema bancario, italiano o europeo, deve essere pubblico, non privato.

Oltre che Lega e M5S, quindi. Noi proponiamo ben altro. Con queste nostre due proposte non solo cambieremo radicalmente l’Europa ma la renderemo “democratica” e “sociale” dove conta.

Manuel Santoro, segretario nazionale

Sul disastro istituzionale di ieri e sulla necessità di una ‘terza via’ socialista ed internazionalista

Abbiamo davanti mesi difficili. Sarà un conflitto duro tra chi vuole rimanere aggrappato a questa Europa elitaria e liberista, fatta di austerità e di disparità sociali ed economiche tra Paesi, con alcuni che ne approfittano ed altri che subiscono, e la ribellione populista, sovranista, nazionalista che ha assolutamente validissime ragioni per reagire ad una politica genuflessa ai poteri forti d’Italia e d’Europa ma che sfoga la sua rabbia rivolgendosi a destra.

L’atto di rifiuto di Savona da parte di Mattarella, le sue motivazioni e la scelta di Cottarelli sono azioni gravissime che enfatizzeranno la distanza tra le istituzioni, tra il Parlamento votato dagli italiani e chi agisce politicamente guardando ai mercati e ai grandi investitori.

Il Presidente Mattarella avrebbe dovuto comprendere che il suo mondo è finito il 4 Marzo. E’ finito il PD e la sua galassia di partiti amici, è finita l’idea che l’Europa vada bene così e che si debbano solo seguire le direttive di commissari e tecnocrati con un Parlamento Europeo del tutto inutile e senza incisività. Temo che le prossime elezioni ci consegneranno un netto rafforzamento di quelle forze politiche che hanno provato in queste settimane a formare un Governo per il Paese.

Per quanto riguarda noi, socialisti e gente di sinistra, siamo stretti in una morsa mortale tra i fautori di società elitarie e liberiste e i campioni di sovranismi, populismi e nazionalismi.

Serve una terza via.

Solo una visione socialista può rompere le catene di una Europa elitaria e liberista, in Italia ben rappresentata dal Nazareno, ed evitare che il nostro continente cada in conflitti tra nazioni, in una visione sovranista, populista e nazionalista ben rappresentata da Lega, FdI e M5S, di natura ovviamente “borghese” e non nell’interesse delle classi lavoratrici che noi, internazionalmente, rappresentiamo.

La terza via che noi di Convergenza Socialista proponiamo e che si erge tra l’egemonia elitaria e liberista della classe capitalista che ha in mano questa Europa e la reazione di destra di stampo nazionalista e populista è nella difesa, ovunque, della classe sociale dei meno abbienti, ad iniziare da chi vive di lavoro salariato.

Manuel Santoro

Governo: oggi come ieri la nostra opposizione rimane netta

“Oggi come ieri, ieri come oggi la nostra opposizione rimane netta.
Ieri ci opponevamo alle politiche liberiste ed elitarie dei Governi a guida PD. Oggi e domani ci opporremo alle politiche reazionarie e populiste del probabile Governo M5S-Lega.
La nostra via è radicalmente socialista, ovvero anti-liberista, per una Europa sociale e democratica. Socialista.”
Manuel Santoro, segretario nazionale

@ConvSocialista #ideologiasocialista #convergenzasocialista

Caro Presidente Mattarella, nessun paletto su questa UE e NATO

Il Presidente Mattarella dovrebbe comprendere, prima di mettere paletti su (questa) Unione Europea e sulla NATO, che è stato eletto nel 2015 da un Parlamento, in seduta comune, spazzato via dalla volontà popolare.

Al netto delle ultime giravolte di Di Maio su questi due punti, gli italiani sono sempre più convinti che di debba profondamente cambiare i Trattati europei e uscire dal cieco e becero atlantismo.

Quindi, caro Presidente, niente paletti e si rispetti pienamente il voto ‘politico’ del 4 Marzo.

Povertà Italia: dieci anni, sei governi e il doppio dei poveri assoluti

L’Istat annuncia durante l’audizione sul Def che 5 milioni di cittadini, l’8,3% della popolazione residente, vivono in condizioni di povertà assoluta, ovvero in totale mancanza delle primarie risorse per il sostentamento umano, come acqua, cibo, un tetto e il vestiario.

Dieci anni fa la percentuale era al 3,9%. Ciò significa che dal 2008 ad oggi i poveri assoluti residenti in Italia sono raddoppiati.

Certo, abbiamo sopportato gli effetti tragici della crisi sistemica finanziaria del 2008, ma di certo non siamo stati gli unici al mondo. Tutti i Paesi del globo hanno affrontato e molti risolto completamente i danni subiti nel corso di lunghi anni.

L’Italia, invece, rimane affogata. E con quali governo in questi ultimi dieci anni?

Il governo Prodi II rimane in carica sino a maggio 2008 per essere seguito dal Berlusconi IV sino al Novembre 2011.

A seguire il Governo Monti sino ad Aprile 2013. Finiscono il decennio il trio ‘democratico’ Letta, Renzi e Gentiloni.

Ed eccoci ancora più poveri di dieci anni fa.

LA PROPAGANDA DELLA RIDUZIONE DELL’IRES. UN CONFRONTO CON L’ACE

di Renato Gatti

L’IRES è l’imposta sui redditi delle società di capitale, l’IRPEF è l’imposta sui redditi delle persone fisiche. Se una persona fisica riceve un dividendo già tassato con l’IRES quel dividendo è calcolato ai fini dell’IRPEF solo per il suo 49,72%. Supponiamo che la persona fisica abbia un’aliquota IRPEF marginale del 43%, e allora siamo in grado di calcolare l’effetto finale fiscale, seguendo il seguente schema:

Aliquote 1
Aliquote

Supponiamo che una SPA faccia utili per 500.000€ (senza effetto ACE come spiegheremo successivamente) l’IRES che l’impresa paga è di 137.500€ per un netto di 362.500€.
I 362.500€ distribuiti (supponiamo ad un azionista unico) entrano nel calcolo IRPEF dell’azionista per il suo 49.72% ovvero per 180.235€ su cui si applica l’aliquota marginale IRPEF del 43% per una imposta pari a 77.501€ e quindi un utile netto imposte di 284.999€.
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EVITIAMO LA LIQUIDAZIONE DI ALITALIA

“I lavoratori di Alitalia sono oramai stanchi e votano No!”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “rifiutando un accordo che coinvolge azienda, sindacati e governo, basato su salari più bassi e meno ferie. Un accordo palesemente al ribasso. Un accordo costruito imponendo pesantissimi sacrifici per i lavoratori e senza un piano industriale serio.”

”Il governo dice No alla nazionalizzazione”, continua Santoro, “che invece dovrebbe essere la soluzione del problema. Una soluzione che permetterebbe all’Italia di avere una sana compagnia di bandiera, e come tutte le attività strategiche, finalmente pubblica. Ma visto che il governo si e’ già espresso sulla nazionalizzazione, l’unica soluzione, secondo il governo, gli azionisti e anche i sindacati sarebbe il commissariamento e la successiva liquidazione di Alitalia nel giro di sei mesi. Ma come si fa a liquidare Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, uno dei simboli del Paese ancora rimasti in vita?”

“Si preferisce la liquidazione alla nazionalizzazione come una sorta di vendetta dei forti contro i deboli, contro il rifiuto dei lavoratori di votare un accordo al ribasso, con salari più bassi. Dico No ed invito caldamente il governo ad entrare nel capitale di Alitalia.”

“La questione Alitalia pone, però, una domanda più ampia”, conclude Santoro. “Cosa ne facciamo degli asset strategici del Paese? Cosa ne facciamo dei simboli dell’Italia? Non solo quelli in difficoltà, ma in generale tutto quello che e’ considerato strategico, simbolico. Abbiamo perso gran parte del nostro impianto industriale come l’informatica, l’aeronautica civile, la chimica, l’elettronica di consumo, l’high tech. Vogliamo anche perdere un servizio simbolo dell’Italia come Alitalia? Non sarebbe più sensato, invece, che sia il pubblico (e non il privato) a gestire tutto quello che è de facto strategico, che sia lo Stato a ricostruire i poli industriali ormai perduti in modo tale da goderne cosi i profitti, ridistribuendoli equamente nel Paese?”

QUEREMOS QUE RAIF BADAWI SEA LIBERADO

La Corte Suprema de Arabia Saudita confirmó el castigo de mil latigazos, 10 años de prisión y una multa de 1.000.000 de Riyals (US$ 266.000) contra Raif Badawi, un bloguero, un joven de 31 años, padre de tres hijos, que fu hallado culpable de insultar el Islam con sus opiniones liberales.

El joven había creado un sitio internet que invita al debate sobre temas políticos y religiosos. Su culpa es de haber criticado la policía religiosa y el sitio online fue clausurado y arrestado.

La decisión de la Corte Suprema es irrevocable, no hay possibilidad de instancia posterior, y sólo puede ser modificada por un perdón concedido por el Rey Salman Abdulaziz.
La sentencia deja costernada Ensaf Haidar, la esposa del bloguero, que vive en Canada con sus tres niños. Antes de la decisión del 7 de Junio 2015, Ensaf Haidar había hecho un viaje de sensibilisación a Europa, dónde había encontrado vario parlamentarios. Raif Badawi se encuentra en prisión desde 2012 y ya recibió en Enero los primeros 50 latigazos en una plaza pública en Yidda.
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COME NAUFRAGARE NEL MARE DELLE LEGGI

di Rainero Schembri

Una radicale riforma dello Stato passa anche attraverso una radicale semplificazione legislativa. Ormai siamo sommersi da leggi e leggine che sostengono tutto e il contrario di tutto. Nessuno sa esattamente quante sono. E’ stato calcolato che nel 2009 fossero oltre 75 mila. Dopo quell’anno sono state eliminate alcune migliaia però non bisogna dimenticare che alle leggi statali occorre sempre aggiungere le leggi regionali, comunali, nonché gli infiniti regolamenti delle Autorità di regolamentazione. E poi ci sono le Direttive Comunitarie.
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