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LA PROPAGANDA DELLA RIDUZIONE DELL’IRES. UN CONFRONTO CON L’ACE

di Renato Gatti

L’IRES è l’imposta sui redditi delle società di capitale, l’IRPEF è l’imposta sui redditi delle persone fisiche. Se una persona fisica riceve un dividendo già tassato con l’IRES quel dividendo è calcolato ai fini dell’IRPEF solo per il suo 49,72%. Supponiamo che la persona fisica abbia un’aliquota IRPEF marginale del 43%, e allora siamo in grado di calcolare l’effetto finale fiscale, seguendo il seguente schema:

Aliquote 1
Aliquote

Supponiamo che una SPA faccia utili per 500.000€ (senza effetto ACE come spiegheremo successivamente) l’IRES che l’impresa paga è di 137.500€ per un netto di 362.500€.
I 362.500€ distribuiti (supponiamo ad un azionista unico) entrano nel calcolo IRPEF dell’azionista per il suo 49.72% ovvero per 180.235€ su cui si applica l’aliquota marginale IRPEF del 43% per una imposta pari a 77.501€ e quindi un utile netto imposte di 284.999€.
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EVITIAMO LA LIQUIDAZIONE DI ALITALIA

“I lavoratori di Alitalia sono oramai stanchi e votano No!”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “rifiutando un accordo che coinvolge azienda, sindacati e governo, basato su salari più bassi e meno ferie. Un accordo palesemente al ribasso. Un accordo costruito imponendo pesantissimi sacrifici per i lavoratori e senza un piano industriale serio.”

”Il governo dice No alla nazionalizzazione”, continua Santoro, “che invece dovrebbe essere la soluzione del problema. Una soluzione che permetterebbe all’Italia di avere una sana compagnia di bandiera, e come tutte le attività strategiche, finalmente pubblica. Ma visto che il governo si e’ già espresso sulla nazionalizzazione, l’unica soluzione, secondo il governo, gli azionisti e anche i sindacati sarebbe il commissariamento e la successiva liquidazione di Alitalia nel giro di sei mesi. Ma come si fa a liquidare Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, uno dei simboli del Paese ancora rimasti in vita?”

“Si preferisce la liquidazione alla nazionalizzazione come una sorta di vendetta dei forti contro i deboli, contro il rifiuto dei lavoratori di votare un accordo al ribasso, con salari più bassi. Dico No ed invito caldamente il governo ad entrare nel capitale di Alitalia.”

“La questione Alitalia pone, però, una domanda più ampia”, conclude Santoro. “Cosa ne facciamo degli asset strategici del Paese? Cosa ne facciamo dei simboli dell’Italia? Non solo quelli in difficoltà, ma in generale tutto quello che e’ considerato strategico, simbolico. Abbiamo perso gran parte del nostro impianto industriale come l’informatica, l’aeronautica civile, la chimica, l’elettronica di consumo, l’high tech. Vogliamo anche perdere un servizio simbolo dell’Italia come Alitalia? Non sarebbe più sensato, invece, che sia il pubblico (e non il privato) a gestire tutto quello che è de facto strategico, che sia lo Stato a ricostruire i poli industriali ormai perduti in modo tale da goderne cosi i profitti, ridistribuendoli equamente nel Paese?”

QUEREMOS QUE RAIF BADAWI SEA LIBERADO

La Corte Suprema de Arabia Saudita confirmó el castigo de mil latigazos, 10 años de prisión y una multa de 1.000.000 de Riyals (US$ 266.000) contra Raif Badawi, un bloguero, un joven de 31 años, padre de tres hijos, que fu hallado culpable de insultar el Islam con sus opiniones liberales.

El joven había creado un sitio internet que invita al debate sobre temas políticos y religiosos. Su culpa es de haber criticado la policía religiosa y el sitio online fue clausurado y arrestado.

La decisión de la Corte Suprema es irrevocable, no hay possibilidad de instancia posterior, y sólo puede ser modificada por un perdón concedido por el Rey Salman Abdulaziz.
La sentencia deja costernada Ensaf Haidar, la esposa del bloguero, que vive en Canada con sus tres niños. Antes de la decisión del 7 de Junio 2015, Ensaf Haidar había hecho un viaje de sensibilisación a Europa, dónde había encontrado vario parlamentarios. Raif Badawi se encuentra en prisión desde 2012 y ya recibió en Enero los primeros 50 latigazos en una plaza pública en Yidda.
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COME NAUFRAGARE NEL MARE DELLE LEGGI

di Rainero Schembri

Una radicale riforma dello Stato passa anche attraverso una radicale semplificazione legislativa. Ormai siamo sommersi da leggi e leggine che sostengono tutto e il contrario di tutto. Nessuno sa esattamente quante sono. E’ stato calcolato che nel 2009 fossero oltre 75 mila. Dopo quell’anno sono state eliminate alcune migliaia però non bisogna dimenticare che alle leggi statali occorre sempre aggiungere le leggi regionali, comunali, nonché gli infiniti regolamenti delle Autorità di regolamentazione. E poi ci sono le Direttive Comunitarie.
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OCCUPAZIONE. SANTORO: DI PEGGIO SI PUO’ SEMPRE FARE

OCCUPAZIONE. SANTORO: DI PEGGIO SI PUO’ SEMPRE FARE

“Trovo stucchevole che il Governo Renzi si compiaccia, con tanta risonanza mediatica, del dato Istat sull’occupazione del (solo) mese di Gennaio 2015 quando il tasso di disoccupazione nell’intero 2014 è salito al 12,7% rispetto al 12,1% del 2013”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista.
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