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SANTORO (CS): SUL DIBATTITO SU GRECIA ED EURO SONO D’ACCORDO CON GYSI

PARTITO DELLA SINISTRA EUROPEA
Dal comunicato stampa del 24 Febbraio

Gregor Gysi, Presidente del Partito della Sinistra Europea e figura di punta del partito Die Linke, dichiara che ‘l’uscita della Grecia dall’euro completerebbe la divisione dell’Europa’. Posizione che mi trova d’accordo.

Convergenza Socialista e’ un partito socialista richiedente adesione al Partito della Sinistra Europea.

Alcuni passaggi:
‘Un’uscita della Grecia dall’euro completerebbe il lavoro di Schäuble – la divisione dell’Europa, compresi i rischi imprevedibili. La Germania, tra l’altro, non ha ancora pagato un euro alla Grecia.

Pertanto, il gruppo Die Linke in Parlamento, già dall’autunno 2015, ha deciso all’unanimità che questo non era possibile per noi. La decisione presa allora esiste ancora e rimane valida.

Die Linke impiegherà tutti i suoi poteri per porre fine al governo Merkel e alla sua politica di austerità disastrosa con la quale il governo federale ha costretto mezza Europa nella miseria. La Germania e l’Europa hanno bisogno di un cambiamento di politica, verso la giustizia sociale, l’attuazione di un piano di ricostruzione e non di de-costruzione.

In Grecia, il programma di audit in corso deve essere chiuso immediatamente, se necessario, senza il FMI. La riduzione del debito a lungo termine deve essere attuata per l’intera zona euro immediatamente, in modo che anche la Grecia possa assumere di nuovo il controllo del suo destino.’

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LA GRECIA, L’UE, IL LAVORO, IL WELFARE E UNA CLASSE DIRIGENTE DIVERSAMENTE INTELLIGENTE

di Roberto Spagnuolo

Forti sono state le critiche alla vigilia del referendum greco, circa i possibili, terribili, risvolti che una vittoria del NO avrebbe comportato, con tutte le conseguenze e responsabilità che solo il popolo avrebbe subìto, “in ragione della propria irragionevolezza”. Infatti, speculatori finanziari, armatori, governi e politici accondiscendenti (volenti o nolenti in quanto sotto il ricatto di licenziamenti di massa) hanno beneficiato del lassismo programmatico che pur vi è stato.
Tutti, incapaci (o piuttosto nolenti) di progettare un modello di crescita del paese e dell’UE diverso da quello standardizzato e imposto dall’esterno, ma che avrebbe potuto essere, sicuramente, più proficuo nel medio-lungo termine se opportunamente attuato nelle proprie riforme di base sociali ed economiche.

Certo una politica del genere non sarebbe stata in linea con i desiderata vigenti sullo status quo ben più favorevole alle grandi rendite di posizione che, per comprovata definizione, sono sterili in funzione dello sviluppo.
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DIMISSIONI VAROUFAKIS: ERRORE STRATEGICO E SAPORE DI SCONFITTA

di Manuel Santoro

Schäuble, non Varoufakis avrebbe dovuto dimettersi. Dijsselbloem, non Varoufakis.

Se i governanti europei, succubi dei grandi creditori che hanno in mano il debito greco, hanno sempre palesato il desiderio di sbarazzarsi di Varoufakis in quanto deciso sostenitore degli interessi del popolo greco, i popoli europei avrebbero dovuto altrettanto palesare il desiderio di mandare a casa il ministro delle finanze tedesco Schäuble oppure contrastare i disegni antidemocratici di Dijsselbloem.
Siamo ancora agli inizi e non è troppo tardi per i popoli d’Europa mostrare non solo solidarietà nei confronti di un popolo in difficoltà ma decisione nel volere una Europa diversa, democratica, solidale. Una Europa dei popoli e non delle banche nazionali ed internazionali.
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85 PERSONE GUADAGNANO QUANTO LA META’ DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

di Rainero Schembri

Paradossalmente la caduta del muro di Berlino e il crollo di gran parte dei regimi comunisti sono serviti soprattutto ad avvalorare una delle principali profezie di Carlo Marx: in un mondo capitalistico senza freni (cioè, senza il timore di doversi confrontare e misurare con un regime alternativo), “i ricchi diventeranno sempre più ricchi, anche se in un numero sempre minore, e i poveri sempre più poveri ma in un numero sempre maggiore”. Lo dimostrano i dati oggettivi.
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LA GRECIA ED UN NUOVO ALFABETO EUROPEO ALTERNATIVO, SOLIDALE

di Manuel Santoro

Leggo di una probabile manovra per sostituire Tsipras, riconducibile ad un incontro avvenuto a Bruxelles con la partecipazione dei leader greci “pro-Europa”. Samaras, Gennimata e Theodorakis. Premettendo che non voterei mai questo Pasok, questo evento, se vero nelle intenzioni, sarebbe da considerare come l’ultima disperata mossa di un gruppo di potere genuflesso a chi realmente comanda in Europa il quale tiene sotto scacco i popoli europei e constringe il popolo ellenico alla fame.

La questione greca è una question europea. La questione greca potrebbe essere un nostro punto di partenza, non di arrivo.

La questione greca non è solo politica estera. E’ il nostro futuro. Il futuro stesso dell’idea di Europa. La questione greca riguarda il ripensamento delle priorità dell’individuo all’interno di una collettività, di quello che è universalmente importante per l’uomo. Riguarda l’organizzazione stessa della società.
L’eterna lotta tra uomo e capitale.

L’iniziativa del Manifesto risalta il fatto che perdere la Grecia sarebbe come perdere la propria infanzia. Rimanere senza memoria e senza parole. E’ vero. Ed è quindi proprio la Grecia (con il suo futuro fuori da questa Europa) che può far riemergere un alfabeto europeo alternativo, solidale.

IMMIGRAZIONE E NUOVO STATO SOCIALE: STRETTAMENTE COLLEGATI

di Rainero Schembri

In una recente intervista su Punto Continenti (http://puntocontinenti.it/?p=7649) il giornalista Francesco De Palo, grande esperto di questioni greche, si è soffermato sulla drammatica situazione che si sta creando al confine greco-turco: “Ci sono almeno un milione di migranti pronti a raggiungere l’Europa. Sono frontiere altamente permeabili e la guardia costiera ellenica, da sola, può fare poco. Il fenomeno, ignorato dai grandi media, è stato attenzionato solo da Medici Senza Frontiere che vi ha dedicato un apposito piano di sostegno. Non chiedono la carta di identità di questi disperati, ma offrono loro acqua, cibo e medicinali. Sono loro il nuovo propellente umano per la malavita in cerca di business alternativi a cui l’Ue non fa neanche il solletico”.
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