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Ilva. Santoro (CS): ArcelorMittal deve fare chiarezza sui livelli occupazionali

“Il mio disappunto sulla questione Ilva è totale”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Avevo già espresso i miei dubbi a Settembre sull’intesa di cessione raggiunta tra ArcelorMittal, i sindacati e il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ponendo la questione ambientale e rimarcando come l’accordo non tenesse conto della questione delle fonti inquinanti. L’’Ilva di Taranto è de facto a ridosso della città e del quartiere Tamburi.”

“Alle mie vive preoccupazioni sulla questione ambientale devo registrare ahimè le altrettanto serie preoccupazioni sui livelli occupazionali della ex Ilva, ora ArcelorMittal Italia. Si è manifestata, infatti, una seria mancanza di chiarezza sulle modalità usate per la messa in cassaintegrazione di 2600 lavoratori, comunicazione arrivata tra l’altro via web, senza alcun incipit di dovuta cortesia nei confronti di persone, non di animali o di cose. Modi unilaterali, osceni, violenti che richiedono come risposta una dura battaglia politica.”

“Come forza politica faremo il possibile per denunciare e dare una mano ai lavoratori ‘scartati’ come pacchi postali. I sindacati e il governo facciano la loro di parte. Non ho alcuna fiducia nel governo di questo Paese ma i sindacati hanno il dovere di lottare con e per i lavoratori, e richiedere, come Convergenza Socialista pretende, massima chiarezza e trasparenza sulle modalità di scelta degli assunti e dei collocati in Cigs.”

“Le forze in campo avrebbero dovuto fare altre scelte”, conclude Santoro, “ma oramai siamo nelle fasi finali di un processo che richiede massima attenzione e assolute assicurazioni sui livelli occupazionali. I sindacati facciano il loro lavoro sfruttando al massimo l’incontro al Mise di Giovedì 8 Novembre.”

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Ilva. Santoro (CS): l’accordo tiene conto del profitto, non della salute dei lavoratori e dei cittadini

“L’intesa sulla cessione dell’Ilva raggiunta tra Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, e i sindacati con la mediazione del ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio non mi soddisfa affatto”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “poiché non tiene conto della questione delle fonti inquinanti e del fatto che l’Ilva vive a ridosso della città di Taranto e del quartiere Tamburi.”

“Chi oggi celebra l’accordo non tiene forse conto delle condizioni drammatiche in cui vive la città di Taranto. Ricordiamo, infatti, che lo stabilimento Ilva è una delle maggiori fonti di diossina del continente, ricordiamo che il 92% delle emissioni di diossina italiane vengono respirate dai tarantini, che Taranto è tra le zone con la maggior incidenza di tumori del sud Italia e che la percentuale di tumori ai polmoni supera di molto la media nazionale.”

“La priorità oggi a Taranto è, come minimo, la decarbonizzazione, la messa in sicurezza ambientale dentro e fuori lo stabilimento”, continua Santoro, “altrimenti continuiamo con la solita logica del profitto senza tenere conto della qualità della vita dei lavoratori e dei cittadini che vivono nelle zone limitrofe. E’ altresì necessario lavorare ad un piano di delocalizzazione dello stabilimento, lontano da zone abitate, distante da insediamenti civili o agricoli. Che senso ha riuscire a strappare un lavoro, un salario, quando poi si muore di tumore?”

“Penso, quindi, che sia necessario e assolutamente fondamentale rigettare questo accordo, in perfetta continuità con i precedenti governi”, conclude Santoro, “e richiedere con forza l’immediato avvio di un processo di delocalizzazione dell’impianto Ilva di Taranto in altro sito distante da insediamenti civili o agricoli, posto in condizioni di ulteriore sicurezza da idonee specifiche misure di protezione ambientale, favorendo la contemporanea riconversione dell’intera area e del suo tessuto economico verso forme produttive ed occupazionali ecocompatibili, le quali produrrebbero addirittura più lavoro qualora venissero sviluppate in armonia con le esigenze del territorio della provincia di Taranto, che non può più essere costretto ad assorbire livelli di inquinamento fra i più elevati del mondo.”

ILVA. SANTORO: LA PROPOSTA OSCENA DELL’AM INVESTCO SENZA ARTICOLO18 E ANZIANITA’

”L’accordo siglato tra i commissari straordinari e l’Am InvestCo Italy è stato sin da subito a danno dei lavoratori dell’Ilva”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “dopotutto come è pensabile che si accettino condizioni che prevedono 4-mila esuberi su 14-mila dipendenti? Evidentemente i commissari straordinari Gnudi, Laghi e Carruba non si sono messi troppo nei panni dei 4-mila dipendenti destinati alla cig straordinaria.”

“Oggi sappiamo che la cordata Am InvestCo prevede di assumere 9.930 dipendenti del Gruppo Ilva, mandando in esubero 4-mila persone, senza l’applicazione dell’articolo 18, poiché riassunti con il Jobs Act renziano e l’idiozia delle tutele crescenti, e senza alcuna continuità rispetto al rapporto di lavoro precedente per quanto riguarda trattamento economico e anzianità. In altre parole la cordata ArcelorMittal-Marcegaglia-Intesa Sanpaolo cerca lo scontro sociale e a queste condizioni certamente lo avrà.”
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