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ULTIMI COLPI DI CODA DI UN GOVERNO INETTO E PERICOLOSO

Convergenza Socialista si dissocia in modo assoluto dalla decisione presa dal Governo uscente, completamente minoritario nel Paese e bastonato dagli elettori alle ultime elezioni del 4 Marzo 2018, sull’espulsione dal Paese di due funzionari della Federazione russa.

E’ inaccettabile come il Governo dimissionario Gentiloni abbia preso una decisione così importante senza tenere conto della volontà degli italiani, i quali non sono assolutamente contro la Federazione russa, non sono contro il popolo russo, non sono contro l’amministrazione russa.

Gli italiani hanno votato, nel bene e nel male, e sarebbe stato compito del nuovo Governo indirizzare la politica estera, incluso i rapporti diplomatici con la Federazione russa. Che questa decisione sia stata presa dal Governo Gentiloni deve interrogare tutti sulla considerazione che i ‘democratici’ hanno nei confronti degli elettori.

Auspichiamo che i politici italiani che hanno preso una così nefasta decisione nel nome del popolo italiano rimangano nell’ombra e nel dimeticatoio per il resto della loro carriera politica. Ad iniziare dall’ex Presidente del Consiglio e dell’ex Ministro degli Esteri.

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PARLIAMO DI FISCAL COMPACT

di Renato Gatti

Entro fine anno il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sulla conversione in trattato del Fiscal Compact, esso diverrebbe quindi una norma imperativa per la regolamentazione del funzionamento dei meccanismi su cui si basa l’Unione Europea.

La trasformazione o meno in trattato peserà in modo sostanziale sul futuro degli equilibri economico finanziari del nostro Paese. Di peso enorme per il nostro Paese è sicuramente la norma più famosa del fiscal compact; quella che richiede che ogni anno si riduca del 5% l’eccesso di debito pubblico rispetto al parametro rappresentatao dal PIL.

Attenzione ciò non significa che in 20 anni il nostro debito debba tornare al fatidico 60% del PIL, perchè ridurre del 5% l’eccedenza comporta una curva asintotica.

La norma che prevede l’obbligatorietà del pareggio di bilancio è già stata recepita dal Parlamento italiano con la modifica dell’art. 81 della Costituzione anche se invece di pareggio si parla di equilibrio di bilancio.

Una norma meno nota impegna a coordinare i piani di emissione del debito con il Consiglio dell’Unione e con la Commissione europea.
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CHIAMATA PER L’ALTERNATIVA POLITICA IN ITALIA. COSTRUIAMO IL NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Convergenza Socialista chiama a raccolta associazioni, movimenti, partiti politici, gruppi locali, donne e uomini, interessati alla costruzione di un network per l’alternativa politica in Italia.

Su alcuni punti ‘minimi’:

Europa

In Europa dobbiamo lottare contro le politiche di austerità sin qui adottate, promuovere ed ottenere il primato della politica sulla finanza, chiedere con forza la realizzazione di un’Europa politica, non tecnocratica. E’ altresì fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, dalla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, dall’utilizzo del QUARS o altro indice qualitativo, alternativo al PIL, anche in chiave europea, come papabile indice per descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità.

Italia

Ripensare le politiche di governo, locale e nazionale, in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne.
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DUE CONSIDERAZIONI SUL SOVRANISMO

di Renato Gatti

Confesso di essere abbastanza ignorante in fatto di “sovranismo” ed in particolare sulle sue idee fondanti e sulle conseguenti proposte politiche. Mi pare tuttavia di poter capire la richiesta di:

  • non farsi comandare da una burocrazia non eletta ma incaricata dal finanz-capitalismo;
  • riprendersi la sovranità monetaria;
  • ridare piena concretezza alla nostra Costituzione limitando la cessione di sovranità pur prevista, a certe condizioni, dall’art. 11 della costituzione.

Condivido in pieno il primo punto mentre non condivido gli altri due punti, sono cioè disponibile alla moneta unica ed alla cessione di sovranità semprechè il potere deliberante sia assegnato al Parlamento europeo democraticamente eletto, togliendo i poteri alla commissione fatta dai capi di stato o di governo. La ragione principale sta proprio in questo ultimo punto che costituisce la mia prima considerazione.
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APPUNTI PER UN’AREA DI PROGRESSO E CIVILTA’. PARTE II

di Giandiego Marigo

L’ultimo, increscioso, episodio di Radio Popolare sommersa dalle telefonate che sostenevano che “Prima dell’invasione non esistesse la violenza sessuale”, dice tutto quel che c’è da dire sull’argomento che tratterò in questa variazione.

Quella che chiamammo sinistra conquistò, intorno agli anni 60/70, sulla scorta del percorso di alfabetizzazione ed acculturazione messo in campo da socialisti e comunisti negli anni precedenti, uno spazio, seppure embrionale, per una cultura altra, non sistemica, non necessariamente condivisa, ma originale e definibile come cultura popolare. questo spazio reale, tangibile, originale venne gradualmente perso.
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REVISIONISMI STORIOGRAFICI E DIBATTITO POLITICO

di Marco Moriconi

Storia,storiografia e revisione storiografica

Per affrontare, seppur in sintesi, il tema del revisionismo, occorrono almeno alcune minime premesse tese innanzitutto a riposizionare termini e relativi significati, viste le frequenti semplificazioni giornalistiche.
L’idea della “storia”, fin dall’etimologia del termine (historìa), ha rimandato sia al corso degli eventi che all’indagine e rendiconto su di essi. Tutti noi infatti continuiamo ad usare la parola “storia” in due sensi, indicando con essa sia i fatti accaduti (le res gestae dei latini), sia la narrazione del susseguirsi di tali avvenimenti (la historia rerum gestarum). Quest’ultimo aspetto è più propriamente detto “storiografia”, termine utilizzato in Italia fin dal ‘600. Un primo problema è quindi già costituito dalla relazione tra il fatto storico in sé e l’attività di scrittura sullo stesso, a cui si aggiunge appunto una certa confusione legata all’uso indistinto dello stesso vocabolo per entrambi i concetti.
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LE STRATEGIE DEL PD

di Renato Gatti

Due interessanti articoli sono apparsi oggi, 7 luglio, uno sul Sole 24 Ore, l’altro su La Repubblica. Entrambi gli articoli disegnano la strategia economica del prossimo quinquennio da intendersi anche come punti fondamentali della campagna elettorale per le prossime elezioni. L’articolo de Il Sole parla del libro “Avanti” di Matteo Renzi, segretario del PD, l’articolo de La Repubblica parla delle decisioni di palazzo Chigi, ovvero della coppia Gentiloni-Padoan.

In comune c’è il condivisibile obiettivo di opporsi alla trasformazione in Trattato del famoso “fiscal compact”. Come noto il fiscal compact, padre dell’austerità, oltre a ribadire i parametri di Maastricht impone ai paesi membri con un debito superiore al 60% del PIL (oggi come oggi, quasi tutti) di ridurre detto ratio di un 5% l’anno. Ora il ratio debito/PIL si riduce sia diminuendo il numeratore, sia aumentando il denominatore; chiaramente gli effetti sono diametralmente opposti: se si agisce sul debito si mette in moto un processo deflazionista che tende se non a diminuire a tenere fermo il PIL, se invece si agisce sul PIL si mette in moto un processo virtuoso di ripresa del paese. Praticamente il primo è un modello Hooveriano, il secondo un modello Keynesiano.
Ambedue le strategie scelgono di agire sul denominatore ovvero sull’aumento del PIL. Ma dove le due strategie differiscono è sul come operare per aumentare il PIL.
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IUS SOLI: RILANCIAMO IL DIBATTITO CON UNA BATTAGLIA SOCIALISTA

di Manuel Santoro

Che Grillo oggi si curi delle conseguenze sulla vita civile e democratica degli altri Stati membri dell’Unione Europea una volta concesso lo Ius Soli in Italia, mi sembra una battuta di spirito. Il meglio del repertorio comico del leader del M5S.

Se il livello del dibattito è questo, se il Parlamento è ostaggio di un dibattito su quali ‘paletti” inserire e quali togliere, come se i nati in Italia fossero esseri umani invisibili, inesistenti, allora meglio rilanciare.
Siamo socialisti e i socialisti non incitano guerre tra poveri. I socialisti attaccano le cause che portano i migranti a lasciare, disperati, i loro Paesi di origine. I socialisti attaccano lo sfruttamento e le guerre condotte da Stati e da multinazionali per il puro profitto, economico e geopolitico.

Rilanciamo allora.

Proponiamo uno Ius Soli come previsto dal XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Automatico e senza condizioni. L’Europa prenderà esempio da noi.

Questa è una battaglia socialista.

IL DOCUMENTO DI RISORGIMENTO SOCIALISTA

di Renato Gatti

confronto con il documento Fassina

Premessa
In questi mesi di mutamenti geo-politici e di elezioni in Francia, Germania e Italia, ci si interroga sulle scelte strategiche a lungo termine, ed in particolare sul futuro dell’Europa e dell’euro; il Sole 24 Ore per iniziativa di Zingales ha aperto una raccolta di pareri e studi di tutti gli economisti proprio su questo argomento. E’ un argomento di non poco conto visto che stiamo parlando della costruzione dell’Europa cui ci siamo dedicati da 50 anni a questa parte, costruzione che dà evidenti segni di crisi e segnali di possibile implosione.

Gli interventi sul Sole 24 ore nella loro grande maggioranza indicano, anche da parte di chi ha sempre giudicato un errore la costruzione di una moneta unica in mancanza dei presupposti indicati da Mundell per un’area valutariamente ottimale, che l’uscita dall’euro sarebbe, al punto cui siamo arrivati, un’operazione sbagliata e molto pericolosa per il nostro Paese.
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LETTERA APERTA SUL LODIGIANO

Giandiego Marigo, referente Convergenza Socialista di Codogno (LO)

Le statistiche ci consegnano la verità matematica di un Lodigiano con una incidenza tumorale maggiore persino della Terra dei Fuochi, ma il silenzio ipocrita di un racconto, condiviso, super partes e sotto ogni bandiera, fatto di terra nostra, sana, ubertosa e vivificante accoglie questa verità.

Mentre l’area grigia di retro sagrestia, interpretata di volta in volta dalle diverse finte fazioni che la contraddistinguono, oggi con la Lega, ci prospetta un futuro privatizzato e finanziario anche per la sanità.

Silenzio e mistificazione, la verità è altra.
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