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Fronte Socialista: dai territori all’Europa

I prossimi anni saranno molto interessanti da un punto di vista politico. Ci sarà un probabile rimpasto generalizzato che coinvolgerà anche l’appartenenza alle famiglie europee da parte delle minute forze della defunta sinistra.

Abbiamo Melenchon che strappa con il Partito della Sinistra Europea, per esempio. Abbiamo, poi, anche De Magistris che scalda i motori pronto all’azione e Varoufakis pronto ad essere presente e protagonista alle prossime elezioni europee del 2019.

Troppi galli, sinceramente.

Ma noi siamo socialisti, inteso nel senso largo del termine, che tante volte abbiamo spiegato anche all’interno della nostra rivista teorica del socialismo, L’ideologia Socialista, e pensiamo che la costruzione del Fronte Socialista sia la strada giusta.

Dai territori all’Europa.

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Servono riforme di struttura

Il decreto dignità è niente più che un timido tentativo di inversione di rotta rispetto alle politiche degli ultimi anni. Ma sicuramente pochino rispetto alle riforme strutturali di cui ha bisogno questo Paese (e l’Europa).

Ad iniziare dalla ‘pubblicizzazione’ (contrario di privatizzazione) dell’intero sistema bancario, dal ritorno in mano pubblica, quindi politica, della leva monetaria e dalla riduzione graduale dell’orario di lavoro a 20 ore settimanali a parità di salario.

Alcune proposte ‘Made in Convergenza Socialista’.

NO alle sanzioni alla Russia e SI allo smantellamento della NATO per liberare l’Europa

Avendolo detto e scritto più volte, sono assolutamente favorevole all’eliminazione delle sanzioni alla Russia che deprimono la nostra capacità di export ad iniziare dal comparto agroalimentare. Siamo noi che, più di altri, paghiamo per le sanzioni.

Ma non basta. Rimane necessario staccarsi dal cieco atlantismo e smantellare la NATO come presupposti necessari per rendere l’Europa finalmente autonoma, politica, democratica e sociale.

I socialisti devono lavorare per il raggiungimento di questi obiettivi strategici.

Manuel Santoro

La nostra opposizione

Ora che il nuovo Governo è al lavoro si deve continuare nel nostro lavoro di costruzione di una alternativa socialista con più vigore e forza.

La nostra opposizione dovrà essere costruttiva, programmatica, e dovrà puntare a ristabilire rapporti con le classi meno abbienti ad iniziare dai precari, dai lavoratori salariati e pensionati, non dimenticando che manca il lavoro ed esso deve essere creato assolutamente. E’ prioritario ridurre notevolmente l’esercito industriale di riserva.

Dovremo rispolverare termini arcaici ma attuali come coscienza di classe e lotta di classe, e spiegare al pezzo d’Italia che vive in miseria, tra pensioni minime e lavoro precario, che le ricette di Lega e M5S, così come ieri di Pd e Forza Italia, non sono mai state a loro vantaggio ma a vantaggio delle classi più ricche. Dovremo riprenderci le classi sociali meno abbienti e divenire il loro punto di riferimento.

Dovremo parlare di netto abbassamento dell’IVA, di patrimoniale, di vigorosa ridistribuzione della ricchezza. Dovremo parlare di rendere pubblico il sistema bancario, in un contesto italiano oppure europeo. Dovremo discutere ed esigere che la politica monetaria diventi strumento della politica, non indipendente da essa. Ecco alcuni dei tanti punti di programma da portare avanti.

E, soprattutto, dovremo tutti cominciare a partecipare attivamente alla vita politica e partitica se si vuole realmente cambiare in meglio, non in peggio.

La sinistra è probabilmente morta. Il socialismo no!

@ConvSocialista #socialismo #ideologiasocialista

Governo: oggi come ieri la nostra opposizione rimane netta

“Oggi come ieri, ieri come oggi la nostra opposizione rimane netta.
Ieri ci opponevamo alle politiche liberiste ed elitarie dei Governi a guida PD. Oggi e domani ci opporremo alle politiche reazionarie e populiste del probabile Governo M5S-Lega.
La nostra via è radicalmente socialista, ovvero anti-liberista, per una Europa sociale e democratica. Socialista.”
Manuel Santoro, segretario nazionale

@ConvSocialista #ideologiasocialista #convergenzasocialista

Povertà Italia: dieci anni, sei governi e il doppio dei poveri assoluti

L’Istat annuncia durante l’audizione sul Def che 5 milioni di cittadini, l’8,3% della popolazione residente, vivono in condizioni di povertà assoluta, ovvero in totale mancanza delle primarie risorse per il sostentamento umano, come acqua, cibo, un tetto e il vestiario.

Dieci anni fa la percentuale era al 3,9%. Ciò significa che dal 2008 ad oggi i poveri assoluti residenti in Italia sono raddoppiati.

Certo, abbiamo sopportato gli effetti tragici della crisi sistemica finanziaria del 2008, ma di certo non siamo stati gli unici al mondo. Tutti i Paesi del globo hanno affrontato e molti risolto completamente i danni subiti nel corso di lunghi anni.

L’Italia, invece, rimane affogata. E con quali governo in questi ultimi dieci anni?

Il governo Prodi II rimane in carica sino a maggio 2008 per essere seguito dal Berlusconi IV sino al Novembre 2011.

A seguire il Governo Monti sino ad Aprile 2013. Finiscono il decennio il trio ‘democratico’ Letta, Renzi e Gentiloni.

Ed eccoci ancora più poveri di dieci anni fa.

RISVEGLIO IDEOLOGICO SOCIALISTA

Convergenza Socialista sinistra socialismo
Convergenza Socialista

Convergenza Socialista aderisce al ‘Forum europeo delle forze progressiste’ (Partito della Sinistra Europea)

Da pochi giorni è online la rivista teorica del socialismo e organo politico di Convergenza Socialista, L’Ideologia Socialista (https://www.ideologiasocialista.it/)
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ULTIMI COLPI DI CODA DI UN GOVERNO INETTO E PERICOLOSO

Convergenza Socialista si dissocia in modo assoluto dalla decisione presa dal Governo uscente, completamente minoritario nel Paese e bastonato dagli elettori alle ultime elezioni del 4 Marzo 2018, sull’espulsione dal Paese di due funzionari della Federazione russa.

E’ inaccettabile come il Governo dimissionario Gentiloni abbia preso una decisione così importante senza tenere conto della volontà degli italiani, i quali non sono assolutamente contro la Federazione russa, non sono contro il popolo russo, non sono contro l’amministrazione russa.

Gli italiani hanno votato, nel bene e nel male, e sarebbe stato compito del nuovo Governo indirizzare la politica estera, incluso i rapporti diplomatici con la Federazione russa. Che questa decisione sia stata presa dal Governo Gentiloni deve interrogare tutti sulla considerazione che i ‘democratici’ hanno nei confronti degli elettori.

Auspichiamo che i politici italiani che hanno preso una così nefasta decisione nel nome del popolo italiano rimangano nell’ombra e nel dimeticatoio per il resto della loro carriera politica. Ad iniziare dall’ex Presidente del Consiglio e dell’ex Ministro degli Esteri.

PARLIAMO DI FISCAL COMPACT

di Renato Gatti

Entro fine anno il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sulla conversione in trattato del Fiscal Compact, esso diverrebbe quindi una norma imperativa per la regolamentazione del funzionamento dei meccanismi su cui si basa l’Unione Europea.

La trasformazione o meno in trattato peserà in modo sostanziale sul futuro degli equilibri economico finanziari del nostro Paese. Di peso enorme per il nostro Paese è sicuramente la norma più famosa del fiscal compact; quella che richiede che ogni anno si riduca del 5% l’eccesso di debito pubblico rispetto al parametro rappresentatao dal PIL.

Attenzione ciò non significa che in 20 anni il nostro debito debba tornare al fatidico 60% del PIL, perchè ridurre del 5% l’eccedenza comporta una curva asintotica.

La norma che prevede l’obbligatorietà del pareggio di bilancio è già stata recepita dal Parlamento italiano con la modifica dell’art. 81 della Costituzione anche se invece di pareggio si parla di equilibrio di bilancio.

Una norma meno nota impegna a coordinare i piani di emissione del debito con il Consiglio dell’Unione e con la Commissione europea.
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