Archivi tag: Italicum

LETTERA APERTA ALL’ON. SPERANZA

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

Caro Onorevole, Lei ha dato prova di grande coerenza politica rinunciando al prestigioso incarico di capo gruppo del PD alla Camera dei Deputati, quando non ha più potuto condividere le scelte della direzione del suo partito. Lei è un politico verso cui provo grande stima, e mi spiace d’essere in disaccordo con Lei in merito al giudizio su Renzi; questi è ai suoi occhi, suppongo, un uomo di Sinistra che sta commettendo alcuni errori, io invece considero l’attuale capo di governo un cinico che agisce con la stessa fredda determinazione dei generali golpisti dell’America Latina degli anni “70, generali che erano in buoni rapporti con Gelli, il quale aveva il conto corrente bancario della P2 presso la Banca Etruria. Per Lei il segretario del suo partito è figlio di un lungo ed accidentato percorso politico che dal PCI, attraverso diverse tappe (e tante sconfitte), ha condotto all’attuale PD, io invece considero Renzi figlio “naturale” di Gelli, Cossiga e Berlusconi, un uomo che solo per comodità, ha indossato la casacca del PD, perciò non mi stupisco che egli vada a braccetto con Verdini ed Alfano, mi stupisce che Lei stia ancora ai suoi ordini ai suoi ordini.
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MALAFEDE ED INGENUITÀ

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

Cos’hanno in comune Flash, Superman ed un renzista in buona fede? Sono tre personaggi di pura fantasia. Il ministro, faccia d’angelo, Del Rio dichiara che fare propaganda per l’astensione ai referendum abrogativi è “ammesso dalla Costituzione”, peccato che sia vero il contrario, così come ha chiarito anche il Presidente della Consulta: la Costituzione prevede l’annullamento del referendum abrogativo per mancanza di quorum solo come ipotesi residuale, solo nel caso che il requisito fosse giudicato spontaneamente dagli elettori di scarso interesse, fermo restando il divieto della propaganda astensionista, come per ogni altro momento elettorale; non a caso l’annullamento del referendum non esclude la possibilità di reiterarlo, conseguenza non ammessa in caso di vittoria del No. Invece sono comparsi manifesti del PD che invitavano all’astensione ed in RAI oltre i Ministri anche i giornalisti davano notizie false e messaggi fuorvianti.
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IL PIANO B

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

Come diceva il giudice Falcone tutte le vicende umane hanno un inizio ed una fine. E la Repubblica Democratica Italiana avrà fine, se ad ottobre la maggioranza di coloro che si recheranno alle urne voterà Si, autorizzando Renzi a trasformare il Senato in un organo pleonastico, come già fu al tempo del ventennio fascista. Liquidato il Senato, Renzi ordinerà a Mattarella di sciogliere il Parlamento; e dopo le nuove elezioni politiche,“adulterate” dall’Italicum, un solo partito con il 25/30% dei voti diventerà padrone del Parlamento ed un solo uomo resterà padrone del partito e dello Stato: avrà così inizio l’anno primo dell’Era Renzista, un futuro che avrà tutto il “tanfo” del passato che ha preceduto la Repubblica e la Costituzione.
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RENZI IL “FASCISTA” ANTIFASCISTA

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

“L’antifascismo è elemento costitutivo ed irrinunciabile della nostra società” (dall’intervista di Renzi pubblicata da “la Repubblica” del 25/04/2016). Bellissime parole. Ma che cos’è l’antifascismo per il nostro Primo Ministro?

Fare approvare una riforma elettorale, l’Italicum, sostanzialmente identica nei fini (e nella conseguente distorsione del principio di rappresentatività) alla legge Acerbo, fatta approvare dal governo Mussolini nel 1923, sarebbe antifascismo?
Attribuire ai giudici la responsabilità della lentezza dei processi, mentre si mantiene in vigore l’assurda legge berlusconiana sulla prescrizione, che sta sfasciando il nostro sistema giudiziario, sarebbe fare dell’antifascismo?
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UNA VITTORIA DI PIRRO

di Filippo Russo, Rapporti con le Associazioni di Convergenza Socialista

Attenda re Renzi a gioire: questa volta il gioco è stato facile, la “partita” era truccata: hanno ridotto i tempi di votazione, hanno elevato surrettiziamente il quorum, computando anche 4 milioni di italiani all’estero, che ovviamente, a grande maggioranza, non votano, hanno usato la Rai per parlare il meno possibile della questione referendaria e diffondere notizie false, gli stessi proponenti, i 9 Consigli Regionali, non si sono impegnati come avrebbero potuto e dovuto, essendo guidati da uomini del PD, i partiti di Governo, violando per l’ennesima volta lo spirito della Costituzione, hanno fatto propaganda per l’astensione……Il cittadino è libero di votare o meno per un referendum, mentre, secondo la Costituzione, sarebbe obbligato a votare alle Politiche, ma ciò non autorizza a fare propaganda per l’astensione, tanto è vero che, stando alla Costituzione, l’annullamento del Referendum non equivale ad una vittoria del No. Adesso i Consigli Regionali avrebbero il diritto-dovere di reiterare il Referendum.
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REFERENDUM D’OTTOBRE “STALINGRADO” DELLA DEMOCRAZIA

di Filippo Russo

Ad ottobre gli Italiani saranno chiamati ad approvare o respingere le riforme costituzionali volute da Renzi, sarà referendum confermativo, quindi anche se andassero al voto meno della metà degli aventi diritto, sarà solo il rapporto di forza fra Si e No a deciderne l’esito. Apparentemente gli Italiani che voteranno Si sceglieranno di rinunciare al diritto di scegliere direttamente i Senatori, mentre il No garantirà la conservazione di tale fondamentale diritto, ma in realtà saremo chiamati a decidere se conservare o spazzar via la democrazia, chi voterà Si dovrebbe essere conscio di approvare il probabile inizio di una “avventura autoritaria”, invece ne sarà del tutto inconsapevole, sarà una vittima della disinformazione. Se vinceranno i No la democrazia sarà sopravvissuta alla più grave aggressione dalla caduta del Fascismo.
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RENZI, LEADER DEL PARTITO ANTIDEMOCRATICO

di Manuel Santoro

In questi mesi abbiamo assistito ad una involuzione drammatica della vita democratica di questo Paese. Abbiamo soprattutto assistito all’emergere di un premier disinteressato della centralità del Parlamento, disinteressato dei veri problemi sociali degli italiani, disinteressato degli effetti che le sue leggi potranno avere sul tessuto democratico dell’Italia negli anni a venire.
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