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WHAT IS SOCIALISM?

di Renato Gatti

“… a system of society based upon the common ownership and democratic control of the means and instruments for producing and distributing wealth by and in the interest of the whole community”.
The socialist party of Great Britain 1904.

Premessa
Affronto il tema lanciato da Manuel Santoro non da economista, titolo che mi si condece nell’introdurre i miei articoli, ma da appassionato di economia. Economia intesa, tuttavia, non come grande elaborazione di calcoli marginalistici sui parametri del mercato, ma come rapporto tra la produzione e la distribuzione della ricchezza prodotta con le conseguenze nei rapporti sociali (parlando di ricchezza prodotta escludo a monte la legittimità di considerare la rendita come elemento dell’economia).

Ho fatto cenno ad una economia intesa come elaborazione di calcoli marginalistici sui parametri del mercato perchè nel senso comune oggi dominante quello è ciò che si intende per economia: una scienza al servizio del capitalismo vissuto come unico ed insostituibile ambiente in cui operare.
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PIERO SRAFFA

di Renato Gatti, economista

In questo mio contributo vorrei leggere la figura di Piero Sraffa come un momento caratteristico delle lotta di classe che si è sviluppata in un contesto inusuale: quello dell’egemonia culturale. Per questo compito svilupperò il mio articolo su tre punti: la figura dell’uomo, la tematica economica e il tema egemonico.

La figura dell’uomo

Il modesto, rigoroso Piero Sraffa presenta nel suo biglietto da visita l’identificazione della sua personalità elencando le persone di cui fu amico ed ebbe rapporti di reciproca dialettica culturale.
Si laurea nel 1920 con una tesi su L’inflazione monetaria in Italia durante e dopo la guerra, tesi di cui è relatore Luigi Einaudi con cui Sraffa manterrà buoni rapporti per tutta la vita. Sraffa mantenne rapporti anche con due assistenti di Einaudi: Carlo Rosselli e Raffaele Mattioli quando fu direttore dell’ufficio provinciale del lavoro a Milano e usava frequentare ambienti socialisti.
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RISCOPRIAMO L’AGATHOTOPIA

di Renato Gatti, economista

Premessa

Si parla molto in questi tempi di reddito di cittadinanza, di salario garantito, di lavoro di cittadinanza, come riconoscimento di un problema di povertà dilagante e disoccupazione ancora alta, a dieci anni ormai dallo scoppio della crisi.

E’ disarmante che si parli di questi argomenti senza mai interrogarsi sulle cause della crisi del 2007 che partendo dal mondo del capitalismo finanziario si è scaricato sugli stati causando le crisi del debito pubblico, dando il via a periodi di recessione più o meno lunghi e differenziati dalla reattività dei vari paesi, comunque traducendosi poi in disoccupazione a doppia cifra con punte incredibili in Italia e Spagna (e non si può fare a meno di considerare la ricaduta dal capitalismo finanziario, che causa come ultimo risultato la disoccupazione di milioni di persone, come un classico esempio di lotta di classe).

Di fronte a tanto sfacelo arrivano proposte che vorrebbero attutire i disagi di disoccupati, esodati, poveri, emarginati con una filosofia che va dal pietoso assistenzialismo ad una versione aggiornata del welfare. Proposte che, nella loro condivisibile ambizione di venir in aiuto dei meno fortunati, trovano, a mio parere, un limite di analisi e quindi di conseguente propositività.
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CI VOLEVA BILL GATES PER PARLARE DI 4.0

di Renato Gatti

Premessa

Il recente intervento di Bill Gates sulla “tassazione dei robots”, porta all’attenzione della pubblica opinione le tematiche della rivoluzione 4.0.
Vediamo intanto il ragionamento di Bill Gates: “Al momento se un lavoratore umano guadagna 50 mila dollari lavorando in una fabbrica, il suo redito è tassato. Se un robot svolge lo stesso lavoro dovrebbe essere tassato allo stesso livello”.
Chiaramente il ragionamento ha valore come “problema da affrontare” più che come soluzione da adottare. Tassare i robots sarebbe, come tutte le tassazioni dei fattori della produzione, controproducente ed assumerebbe un vago sapore luddistico. Ma il problema posto ha un enorme valore ed importanza per cui cercherò di affrontarlo in questo articolo.

I temi affrontati

1. La rivoluzione 4.0
2. I riflessi economici
3. I riflessi sociali
4. Un nuovo modello redistributivo

La rivoluzione 4.0

Già da anni la catena di montaggio ha cambiato natura. Da un modello a lisca di pesce in cui confluivano i vari lavori divisi e parcellizzati, svolti da opersi e tecnici nelle varie fasi (le singole lische di pesce) fino all’arrivo del prodotto finito; si è passati ad un modello in cui macchine “intelligenti” svolgono tutte le operazioni ripetitive in modo programmato, relegando il lavoro umano ad una fase di controllo della fase produttiva svolta dalle macchine. Gli addetti per prodotto finito sono scesi drasticamente.
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