Archivi tag: lavoro

CLASSOLOGICA

di Renato Gatti

Premessa

“La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classe. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in una parola oppressori ed oppressi (…). La moderna società borghese , sorta dalla rovina della società feudale, non ha eliminato i contrasti di classe. Essa ha soltanto posto nuove classi, nuove condizioni di oppressione, nuove forme di lotta in luogo delle antiche.” (Manifesto del partito comunista – Marx ed Engels).

Una nuova disciplina economica

Nel conformismo della società attuale dominata dal pensiero unico dell’individualismo liberista è difficile leggere una critica scientifica basata sul criterio della lotta di classe, anche perchè, tra le nuove forme di lotta che testimoniano la vittoria della classe capitalistica sulle altre classi, predominano, a mio modo di vedere e senza che siano scomparse vecchie forme di sfruttamento, nuove forme di sfruttamento che vanno analizzate ed arricchite.
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ILVA. SANTORO: LA PROPOSTA OSCENA DELL’AM INVESTCO SENZA ARTICOLO18 E ANZIANITA’

”L’accordo siglato tra i commissari straordinari e l’Am InvestCo Italy è stato sin da subito a danno dei lavoratori dell’Ilva”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “dopotutto come è pensabile che si accettino condizioni che prevedono 4-mila esuberi su 14-mila dipendenti? Evidentemente i commissari straordinari Gnudi, Laghi e Carruba non si sono messi troppo nei panni dei 4-mila dipendenti destinati alla cig straordinaria.”

“Oggi sappiamo che la cordata Am InvestCo prevede di assumere 9.930 dipendenti del Gruppo Ilva, mandando in esubero 4-mila persone, senza l’applicazione dell’articolo 18, poiché riassunti con il Jobs Act renziano e l’idiozia delle tutele crescenti, e senza alcuna continuità rispetto al rapporto di lavoro precedente per quanto riguarda trattamento economico e anzianità. In altre parole la cordata ArcelorMittal-Marcegaglia-Intesa Sanpaolo cerca lo scontro sociale e a queste condizioni certamente lo avrà.”
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PERUGINA. SANTORO: IL CONFLITTO TRA I LAVORATORI E LA MULTINAZIONALE E’ UN AVVERTIMENTO PER LA POLITICA

”Venerdì 13 Ottobre ci sarà il confronto tra le parti per discutere della grave situazione di tagli al personale per 364 dipendenti dell’azienda umbra, e quando la lotta per il posto di lavoro è tra i lavoratori e una multinazionale la questione diventa grave, critica e richiede la presenza e l’impegno della politica, non solo nazionale ma europea”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Il problema che la politica deve affrontare non è tanto nel rapporto tra il lavoratore e la multinazionale, impari per definizione, ma nell’utilità sociale della multinazionale, di qualsiasi multinazionale. La questione è se l’esistenza stessa della multinazionale sia socialmente utile, da un punto di vista dei rapporti di lavoro, della qualità della vita per i lavoratori e le loro famiglie, per le cittadinanze stesse. E’ fondamentale ripensare la funzione sociale del lavoro e del luogo stesso di lavoro il quale ci porta, de facto, ad un ripensamento della dimensione delle aziende. La politica deve rimettere sul tavolo della discussione politica la questione di una economia a misura d’uomo.”
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CHIAMATA PER L’ALTERNATIVA POLITICA IN ITALIA. COSTRUIAMO IL NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Convergenza Socialista chiama a raccolta associazioni, movimenti, partiti politici, gruppi locali, donne e uomini, interessati alla costruzione di un network per l’alternativa politica in Italia.

Su alcuni punti ‘minimi’:

Europa

In Europa dobbiamo lottare contro le politiche di austerità sin qui adottate, promuovere ed ottenere il primato della politica sulla finanza, chiedere con forza la realizzazione di un’Europa politica, non tecnocratica. E’ altresì fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, dalla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, dall’utilizzo del QUARS o altro indice qualitativo, alternativo al PIL, anche in chiave europea, come papabile indice per descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità.

Italia

Ripensare le politiche di governo, locale e nazionale, in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne.
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DECONTRIBUZIONE PER I GIOVANI

di Renato Gatti

Si prospetta una decontribuzione per le assunzioni di giovani il cui tasso di disoccupazione risulta essere preoccupantemente alto.

Il problema è reale, anche se buona parte della disoccupazione giovanile è dovuta alla scarsa (o comunque inferiore a quella degli altri paesi europei) iscrizione all’Università; è chiaro che se più giovani si iscrivessero all’Università avremmo due effetti positivi: diminuirebbe il tasso di disoccupazione, avremmo, potenzialmente, giovani più preparti per rispondere alla domanda di lavori nuovi richiesti dalla rivoluzione 4.0, ammesso che l’istruzione univeritaria si ponga come obiettivo anche quello di formare in funzione di lavori futuri, spesso ignoti allo stato attuale.
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BLOCCO STORICO E BLOCCO SOCIALE

di Renato Gatti, economista

Un sordo terremoto

Un sordo scricchiolio grave e minaccioso, come un annuncio di terremoto; un senso di disaffezione dapprima strisciante e poi sempre più esplicita; un’insoddisfazione profonda per un mondo che non sembra più appartenerci; un crescente individualismo che monta come rigetto di una filosofia sociale; una fuga dall’impegno collettivo; la crescita di una visione corporativa egoista e rinchiusa in sé stessa. Si sente, palpabilmente una sfiducia nell’esistente affiancata da un’incapacità di intravvedere una alternativa prospettica e che fa quindi ricadere nella reazione, nella presa di coscienza di impotenza che può sfociare solo nella disperazione o nella violenza.

Sembra il disegno di un disagio psichico ma, a ben vedere è lo scollamento tra la realtà di un sistema esistenziale e la rappresentazione che si ha di esso. Stranieri, direi che questo termine ben delinei lo stato del comune sentirsi immersi in questo mondo: chi rinuncia perché ormai non se la sente più, chi neppure concepisce la possibilità di cambiare adeguandosi alla protesta sterile ben rappresentata da molte posizioni politiche dei nostri giorni.
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DOCUMENTO POLITICO SU LAVORO E PREVIDENZA

Roberto Spagnuolo – Dipartimento del lavoro e previdenza
Manuel Santoro – Segretario nazionale

Documento politico completo su lavoro e previdenza in pdf per la stampa

Contesto storico

Tasso di disoccupazione in Italia è al 12,4%. In crescendo dal 2008 ad oggi. La percentuale di disoccupati fino ai 24 anni di età è al 40% pari a 644-mila giovani. Tra i 25 e i 34 anni di età ci sono in Italia 877-mila disoccupati; tra i 35 e i 49 anni siamo a più di un milione. Bisogna però considerare che queste percentuali non tengono conto di chi il lavoro non lo cerca più. E’, quindi, plausibile supporre che il numero dei disoccupati sia in effetti molto maggiore. Meglio i lavoratori anziani, solo 500 mila disoccupati, che in realtà con la legge Fornero hanno difficoltà ad andare in pensione precludendo di fatto un cambio generazionale nei posti di lavoro.

Dal lato retribuzioni, invece, gli ultimi dati Eurostat confermano che i livelli delle retribuzioni non solo non ricompensano gli sforzi dei lavoratori ma, allargando la cerchia sociale dei “poveri retribuiti”, sono sempre più insufficienti a garantire il minimo indispensabile alle famiglie. Qui va anche peggio. Essendo l’Italia sotto alla media Ue, quasi la metà dell’incremento degli ultimi anni è arrivato solo al 20% più ricco.
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POLITICA. SANTORO (CS): SE VOGLIAMO PIU’ LAVORO CI SERVE UN PIANO INDUSTRIALE

“Il tasso di disoccupazione in Italia è intorno al 12%”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “ed è in aumento costante dal 2008 ad oggi. La percentuale di disoccupati fino ai 24 anni di età è al 40% pari a 644-mila giovani. Tra i 25 e i 34 anni di età ci sono in Italia 877-mila disoccupati; tra i 35 e i 49 anni siamo a più di un milione. Bisogna però considerare che queste percentuali non tengono conto di chi il lavoro non lo cerca più. E’, quindi, plausibile supporre che il numero dei disoccupati sia in effetti molto maggiore. Meglio i lavoratori anziani, solo 500 mila disoccupati, che in realtà con la legge Fornero hanno difficoltà ad andare in pensione precludendo di fatto un cambio generazionale nei posti di lavoro.”

“Inoltre, le già presenti ma soprattutto future trasformazioni delle attività economiche e produttive, che porteranno l’evoluzione tecnologica a una diminuzione de facto del lavoro a disposizione aumenteranno la pressione sulla struttura sociale del nostro Paese. In un contesto di diminuzione di lavoro disponibile e di probabile guerra tra poveri che tenderebbe a un ribasso della qualità del lavoro e delle tutele associate purché si lavori, è nostro compito trovare le soluzioni giuste affinché si lavori tutti e si lavori meno, affinché la qualità del lavoro e la retribuzione associata siano soddisfacenti.”
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POLITICA. SANTORO (CS): DAL RAPPORTO EURISPES UN PAESE IN GRAVE DIFFICOLTA’

“Il Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes testimonia le gravi difficoltà che il nostro Paese si trova ad affrontare”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “tenendo conto anche del fatto che la crescita del nostro Paese stenta a decollare da tantissimi anni, i quali sono stati consumati dalla nostra classe politica in liti snervanti, tra leggi elettorali e riforme costituzionali improbabili. Abbiamo perso troppo tempo e non abbiamo dato alcuna risposta ai cittadini.”

“Un primo dato che preoccupa”, continua Santoro, “è che quasi la metà delle famiglie italiane non riesce ad arrivare a fine mese, mentre il 75% delle famiglie non risparmia nulla durante l’anno. Manca il lavoro, enorme problema cronico dell’Italia, la cui mancanza certifica un ritorno dei giovani a casa dei genitori per motivi economici, per sé e per i propri figli.”

“Tempo fa dicevamo, e costantemente ricordiamo, che l’impoverimento strutturale del Paese sta modificando il rapporto generazionale. I padri aiutano sempre di più i figli; i nonni aiutano sempre più figli e nipoti. Il miglioramento generazionale, sia in termini economici che di qualità della vita, dai padri ai figli non è più realtà, e solo un cambio netto, strategico di direzione politica, in Italia e in Europa, può ristabilire un flusso sano, positivo e progressivo, in cui nel futuro si sta meglio che in passato.”

“Non deve, quindi, sorprendere che un italiano su quattro si senta povero. Se solo il 12% afferma di non conoscere direttamente connazionali ‘poveri’, mentre il 20% ne conosce molte, il 35% alcune e il 33% poche, vuol dire che tirando le somme, siamo un Paese povero. Un Paese nel quale la povertà ci ha già sommerso. Il problema è che la politica sembra sorda a queste fondamentali problematiche.”

“Il rapporto Eurispes, però, ci indica un percorso preciso”, conclude Santoro, “in quanto individua le motivazioni che sono causa maggiore di impoverimento. La perdita di lavoro, separazione oppure divorzio, la malattia propria oppure di un familiare, il gioco d’azzardo oppure la morte di un familiare. Gli indirizzi di programma per favorire l’abbattimento deciso della povertà sono, quindi, nell’azione politica su queste cause. Abbiamo bisogno di lavoro, di rivedere la legislazione sul tema della separazione/divorzio, di una sanità pubblica e gratuita, di abolire il gioco d’azzardo, di sostenere tutti, e comunque, coloro che a causa del decesso di un caro si trovino letteralmente impoveriti in modo irreversibile.”

DAVOS. SANTORO (CS): IL FUTURO DELL’EUROPA E’ NELLA STABILIZZAZIONE DEL LAVORO

“Il ministro Padoan ha affermato a Davos che il problema dell’Europea è l’Europa stessa”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “punto che mi trova completamente d’accordo anche se poi, discorrendo delle ‘riforme strutturali’ intraprese dal Governo Renzi, oggi Governo Gentiloni, è emersa tutta la distanza politica su provvedimenti che continuiamo a considerare di destra.”

“Dobbiamo essere chiari su due punti”, continua Santoro. “E’ vero che i problemi europei risiedono sia a Bruxelles che a Francoforte, ma è altrettanto vero che il lavoro svolto dal Governo Renzi ha promosso politiche liberiste e di destra, e ha caldeggiato in questi anni di legislatura una insensata flessibilità precarizzando il mondo del lavoro nei suoi diversi comparti. Basti pensare al Jobs Act, alla cancellazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ai contratti a tutele crescenti, ai voucher, ecc.”

“Certamente il nostro Paese ha bisogno di crescita economica ma essa deve essere perseguita con un parallelo incremento della qualità della vita delle persone. E’ irricevibile l’equazione secondo la quale la crescita economica deve essere inseguita a qualsiasi costo. A discapito del valore della vita umana, come se donne e uomini fossero pacchi da poter spedire e ricevere in nome di una flessibilità forzata e non voluta. Usando il ricatto del lavoro, o meglio, usando la mancanza di lavoro in un contesto di feroce svalutazione interna.”

“Sono questi elementi di progressiva ma sostenuta precarizzazione non solo nel campo del lavoro ma nella vita quotidiana”, continua Santoro, “ad alimentare l’insoddisfazione della classe media, la disillusione per il futuro e la delusione per le prospettive di vita. Questo processo di impoverimento in atto deve essere fermato, non solo in Italia ma in Europa.”

“Dico quindi che la visione dell’Europa deve essere diversa, alternativa a quella promossa dallo stesso Padoan e dai Governi Renzi/Gentiloni. Dico”, conclude Santoro, “che la stabilizzazione, non la precarizzazione, dovranno essere il futuro delle politiche economiche e del lavoro dei Paese avanzati.”