Archivi tag: lavoro

TRE OBIETTIVI SOCIALI PER IL LAVORO E LA PREVIDENZA

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte IV

Persona al lavoro e previdenza della persona

Per sostenere concretamente il mondo del lavoro occorre puntare su tutti gli strumenti che tutelano il ciclo lavorativo della persona (istruzione, formazione di base, inserimento, aggiornamento professionale, formazione continua, riqualificazione). Le diverse fasi del ciclo vanno incluse, ognuna per la propria parte di contributo, all’interno della copertura previdenziale che apre e chiude l’attività lavorativa, senza soluzione di continuità grazie anche all’intervento dello Stato nei periodi di perdita del lavoro; in tali momenti la persona entra in un ciclo attivo di riqualificazione e reinserimento assistito, non passivamente, in cui anche il voucher è uno strumento la cui validità deve essere fissata in ragione della sua natura incidentale e integrativa dei periodi iniziali, finali e accidentali del lavoro, non certo strutturali dello stesso.
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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. QUALITA’ DEL LAVORO E RETRIBUZIONE DI QUALITA’

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte III

Si è detto che, quando si parla di qualità del lavoro, non si può prescindere da istruzione, formazione e riqualificazione che vanno legate a quel mondo fin dall’origine; salario e bisogni vanno integrati nel formare la retribuzione, mentre la qualità deve comprendere il contributo all’ambiente esterno da parte di ogni lavoratore e imprenditore, in termini di impatto positivo ambientale e sociale.
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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. L’OBIETTIVO DELLE 20 ORE SETTIMANALI

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte II

Lavoro disponibile e tempo di lavoro disponibile

Prima di tutto, occorre affrontare la mancanza di lavoro e, successivamente, la relativa stabilizzazione.
Pertanto, necessita distinguere i settori in perdita da quelli in crescita o con carenza di addetti, in particolare tra i professionali, i tecnici e i lavori sociali, per indirizzare istruzione, formazione e riqualificazione in modo personalizzato e non indifferenziato.

Creare una maggiore disponibilità del lavoro in modo trasversale a tutti i suoi comparti, significa poter offrire una maggiore possibilità di scelta al lavoratore all’inizio del ciclo lavorativo. Il lavoro potrebbe quindi partire non solo per necessità ma anche essere scelto, secondo le personali capacità, attitudini e preparazioni. Questo lo renderebbe strumento di crescita dell’uomo-lavoratore all’interno del luogo di lavoro, ma solo se abbinato a migliori tutele e retribuzioni veramente premiali.
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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. INTRODUZIONE

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte I

Tasso di disoccupazione in Italia è intorno al 12% (dati 2016/2017). La percentuale di disoccupati fino ai 24 anni di età è al 40% pari a 644-mila giovani. Tra i 25 e i 34 anni di età ci sono in Italia 877-mila disoccupati; tra i 35 e i 49 anni siamo a più di un milione. Bisogna però considerare che queste percentuali non tengono conto di chi il lavoro non lo cerca più. E’, quindi, plausibile supporre che il numero dei disoccupati sia in effetti molto maggiore. Meglio i lavoratori anziani, solo 500 mila disoccupati, che in realtà con la legge Fornero hanno difficoltà ad andare in pensione precludendo di fatto un cambio generazionale nei posti di lavoro.
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CLASSOLOGICA

di Renato Gatti

Premessa

“La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classe. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in una parola oppressori ed oppressi (…). La moderna società borghese , sorta dalla rovina della società feudale, non ha eliminato i contrasti di classe. Essa ha soltanto posto nuove classi, nuove condizioni di oppressione, nuove forme di lotta in luogo delle antiche.” (Manifesto del partito comunista – Marx ed Engels).

Una nuova disciplina economica

Nel conformismo della società attuale dominata dal pensiero unico dell’individualismo liberista è difficile leggere una critica scientifica basata sul criterio della lotta di classe, anche perchè, tra le nuove forme di lotta che testimoniano la vittoria della classe capitalistica sulle altre classi, predominano, a mio modo di vedere e senza che siano scomparse vecchie forme di sfruttamento, nuove forme di sfruttamento che vanno analizzate ed arricchite.
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ILVA. SANTORO: LA PROPOSTA OSCENA DELL’AM INVESTCO SENZA ARTICOLO18 E ANZIANITA’

”L’accordo siglato tra i commissari straordinari e l’Am InvestCo Italy è stato sin da subito a danno dei lavoratori dell’Ilva”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “dopotutto come è pensabile che si accettino condizioni che prevedono 4-mila esuberi su 14-mila dipendenti? Evidentemente i commissari straordinari Gnudi, Laghi e Carruba non si sono messi troppo nei panni dei 4-mila dipendenti destinati alla cig straordinaria.”

“Oggi sappiamo che la cordata Am InvestCo prevede di assumere 9.930 dipendenti del Gruppo Ilva, mandando in esubero 4-mila persone, senza l’applicazione dell’articolo 18, poiché riassunti con il Jobs Act renziano e l’idiozia delle tutele crescenti, e senza alcuna continuità rispetto al rapporto di lavoro precedente per quanto riguarda trattamento economico e anzianità. In altre parole la cordata ArcelorMittal-Marcegaglia-Intesa Sanpaolo cerca lo scontro sociale e a queste condizioni certamente lo avrà.”
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PERUGINA. SANTORO: IL CONFLITTO TRA I LAVORATORI E LA MULTINAZIONALE E’ UN AVVERTIMENTO PER LA POLITICA

”Venerdì 13 Ottobre ci sarà il confronto tra le parti per discutere della grave situazione di tagli al personale per 364 dipendenti dell’azienda umbra, e quando la lotta per il posto di lavoro è tra i lavoratori e una multinazionale la questione diventa grave, critica e richiede la presenza e l’impegno della politica, non solo nazionale ma europea”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Il problema che la politica deve affrontare non è tanto nel rapporto tra il lavoratore e la multinazionale, impari per definizione, ma nell’utilità sociale della multinazionale, di qualsiasi multinazionale. La questione è se l’esistenza stessa della multinazionale sia socialmente utile, da un punto di vista dei rapporti di lavoro, della qualità della vita per i lavoratori e le loro famiglie, per le cittadinanze stesse. E’ fondamentale ripensare la funzione sociale del lavoro e del luogo stesso di lavoro il quale ci porta, de facto, ad un ripensamento della dimensione delle aziende. La politica deve rimettere sul tavolo della discussione politica la questione di una economia a misura d’uomo.”
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CHIAMATA PER L’ALTERNATIVA POLITICA IN ITALIA. COSTRUIAMO IL NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Convergenza Socialista chiama a raccolta associazioni, movimenti, partiti politici, gruppi locali, donne e uomini, interessati alla costruzione di un network per l’alternativa politica in Italia.

Su alcuni punti ‘minimi’:

Europa

In Europa dobbiamo lottare contro le politiche di austerità sin qui adottate, promuovere ed ottenere il primato della politica sulla finanza, chiedere con forza la realizzazione di un’Europa politica, non tecnocratica. E’ altresì fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, dalla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, dall’utilizzo del QUARS o altro indice qualitativo, alternativo al PIL, anche in chiave europea, come papabile indice per descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità.

Italia

Ripensare le politiche di governo, locale e nazionale, in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne.
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DECONTRIBUZIONE PER I GIOVANI

di Renato Gatti

Si prospetta una decontribuzione per le assunzioni di giovani il cui tasso di disoccupazione risulta essere preoccupantemente alto.

Il problema è reale, anche se buona parte della disoccupazione giovanile è dovuta alla scarsa (o comunque inferiore a quella degli altri paesi europei) iscrizione all’Università; è chiaro che se più giovani si iscrivessero all’Università avremmo due effetti positivi: diminuirebbe il tasso di disoccupazione, avremmo, potenzialmente, giovani più preparti per rispondere alla domanda di lavori nuovi richiesti dalla rivoluzione 4.0, ammesso che l’istruzione univeritaria si ponga come obiettivo anche quello di formare in funzione di lavori futuri, spesso ignoti allo stato attuale.
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BLOCCO STORICO E BLOCCO SOCIALE

di Renato Gatti, economista

Un sordo terremoto

Un sordo scricchiolio grave e minaccioso, come un annuncio di terremoto; un senso di disaffezione dapprima strisciante e poi sempre più esplicita; un’insoddisfazione profonda per un mondo che non sembra più appartenerci; un crescente individualismo che monta come rigetto di una filosofia sociale; una fuga dall’impegno collettivo; la crescita di una visione corporativa egoista e rinchiusa in sé stessa. Si sente, palpabilmente una sfiducia nell’esistente affiancata da un’incapacità di intravvedere una alternativa prospettica e che fa quindi ricadere nella reazione, nella presa di coscienza di impotenza che può sfociare solo nella disperazione o nella violenza.

Sembra il disegno di un disagio psichico ma, a ben vedere è lo scollamento tra la realtà di un sistema esistenziale e la rappresentazione che si ha di esso. Stranieri, direi che questo termine ben delinei lo stato del comune sentirsi immersi in questo mondo: chi rinuncia perché ormai non se la sente più, chi neppure concepisce la possibilità di cambiare adeguandosi alla protesta sterile ben rappresentata da molte posizioni politiche dei nostri giorni.
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