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VERSO IL 25 APRILE. IN OMAGGIO A IRMA ‘MIMMA’ BANDIERA

Irma Bandiera
Irma Bandiera

Irma Bandiera, nome di battaglia Mimma, è stata combattente partigiana nella VII brigata GAP Gianni Garibaldi di Bologna, città liberata il 21 Aprile del 1945.

«Irma Bandiera
Eroina nazionale
1915 – 1944
Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte
La libertà e la giovinezza offristi
Per la vita e il riscatto del popolo e dell’Italia
Solo l’immenso orgoglio attenua il fiero dolore
Dei compagni di lotta
Quanti ti conobbero e amarono
Nel luogo del tuo sacrificio
A perenne ricordo
Posero
»
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VERSO IL 25 APRILE. CELEBRIAMO LA FESTA DELLA LIBERAZIONE

in memoria di Gina Galeotti Bianchi “Lia”, la prima tra i partigiani a cadere nei giorni dell’insurrezione.

22 Aprile 1945, domenica

Le formazioni partigiane liberano Modena e altri centri della provincia prima dell’arrivo delle forze alleate. Il CLN insedia le nuove autorità. Il prefetto è il democristiano Tavoli; il presidente della Provincia è il socialista Gregorio Agnini; il sindaco di Modena è il comunista Alfeo Corassori.

25 Aprile 1945, mercoledì

“Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, oggi 25 aprile, in nome del popolo e dei volontari della libertà e delegato del solo governo legale italiano, ha assunto i poteri di governo”.

Il 24 Aprile era giunta a Milano la notizia che a Genova era scoppiata l’insurrezione. La mattina del 25 si riunisce il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) e approva all’unanimità la proclamazione dell’insurrezione generale in tutte le zone italiane ancora occupate dai nazifascisti. Proclama che verrà comunicato via radio da Sandro Pertini:

“Cittadini, lavoratori, sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino ponete i tedeschi di fronte al dilemma arrendersi o perire”.

Si comincia ad occupare le grandi fabbriche, iniziando dalla Ercole Marelli di Sesto San Giovanni. A seguire la Pirelli a Sesto e a Milano. Tutte le principali fabbriche iniziano a predisporre piani di difesa armata contro la reazione nazifascista.

E come disse Piero Calamandrei: “Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini”.

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI ITALIANE PER LA LIBERAZIONE DI RAIF BADAWI

Se ti vuoi unire alla campagna di pressione sulle nostre istituzioni per la liberazione di Raif Badawi, copia e incolla questa lettera, ed inviala via email o posta alle autorita’ elencate alla fine del testo. Alla fine della lettera troverai i link dove reperire gli indirizzi di posta e le email.

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI ITALIANE PER LA LIBERAZIONE DI RAIF BADAWI

Al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, a tutti i Parlamentari. Attivatevi presso le autorità dell’Arabia Saudita per liberare Raif Badawi.

Gentilissimo Presidente, gentilissimo onorevole,

Raif Badawi, un blogger saudita, fu arrestato nel 2012 ed in seguito condannato a 10 anni di prigione e 1.000 frustate, pena da subire pubblicamente ogni venerdì, 50 ogni settimana, a un’ammenda di 1.000.000 di Riyals (€ 237.141,00) e a ulteriori 10 anni di interdizione all’espatrio.
Nel frattempo, il suo avvocato e cognato, Waleed Abu al-Khair, è stato condannato a 15 anni di carcere per il suo attivismo pacifista e ha subito maltrattamenti in carcere.

Qual è il crimine commesso da Raif?
Quello di istituire un sito web, Free Saudi Liberals, che avrebbe “insultato l’Islam attraverso canali elettronici”.
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