Archivi tag: liberismo

SOCIALISM IS NOW! L’8 Dicembre con #vivailsocialismo

Con Convergenza Socialista avviamo l’iniziativa di “SOCIALISM IS NOW” esponendo le bandiere socialiste/comuniste, vecchie o nuove, alle finestre l’8 dicembre, perché Socialismo è il “sistema della società che si basa sulla proprietà comune e sul controllo democratico dei mezzi e degli strumenti di produzione e di distribuzione della ricchezza nell’interesse dell’intera comunità”. (Partito Socialista del Regno Unito, 1904)

Occorre opporsi al liberismo globalista di questa Europa e dei governi passati, e al liberismo sovranista delle destre che avanzano. Dobbiamo riavviare un discorso sul Socialismo di classe! Un Socialismo largo e organizzato.
Mandaci la foto della tua bandiera e grida #vivailsocialismo con noi!

“La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classe.”
(Karl Marx)

Annunci

La lettera di Tria. Santoro (CS): passaggio dal liberismo globalista al liberismo sovranista

“Lettera breve e concisa che non si scosta di un millimetro da quanto illustrato all’Unione Europea alcune settimane fa”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Lettera che pone fine al dominio incontrastato dei tecnocrati e dei commissari europei sui popoli in difficoltà, che supera de facto la supremazia del liberismo internazionale e globalista sui singoli Stati europei, che sancisce e certifica il passato delle politiche portate avanti dai governi genuflessi dei decenni andati. Il problema, il nostro problema è che nella lettera di Tria si intravede un futuro chiamato liberismo sovranista, dal quale fanno insistentemente capolino populismo e nazionalismo, insieme ad una sorta di becero sovranismo usato come strumento politico contro i deboli. Azioni pensate per portare a casa vantaggi politici.”

“Il passaggio tra passato e futuro, anima della lettera del Ministro dell’Economia e delle Finanze, mi spinge nella lotta al primo così come al secondo. Sono anni che lottiamo contro questa Europa costruita sulla finanza, sugli interessi dei pochi contro i molti. E continueremo a farlo. Ma il futuro che intravediamo è altrettanto pericoloso ed è nostro dovere iniziare da subito a combatterlo sul terreno politico.”

“I socialisti, infatti, non possono accettare che dalla padella si cada nella brace”, continua Santoro, “poiché la prospettiva di una Europa ancora liberista (il nazionalismo, il sovranismo, il populismo non implicano affatto un superamento del sistema economico capitalista) con l’introduzione di componenti populiste, nazionaliste e sovraniste, determinerebbe un ritorno a possibili conflitti tra Stati i quali, come la storia ha sempre dimostrato, sono sempre a vantaggio dei ‘padroni’ e mai degli oppressi.”

“Combattiamo, quindi, entrambi i fronti, entrambi i liberismi”, conclude Santoro, “poiché siamo socialisti e il nostro obiettivo politico è costruire l’Europa socialista, non certamente liberista.”

EINAUDI, ECONOMISTA LIBERALE NON LIBERISTA

di Renato Gatti

L’eguaglianza dei punti di partenza

Einaudi parte dal principio democratico per cui ogni soggetto deve avere le stesse opportunità nella gara della vita, nessuno deve partire con l’handicap e nessuno deve partire avvantaggiato. “Partendo dalla premessa che solo una minoranza degli eletti può giungere sino ai posti di comando, (è altrettanto vero che) sarebbe ben diverso se la selezione degli eletti potesse farsi tra l’universale degli uomini”.

Ma il principio dell’eguaglianza dei punti di partenza presupporrebbe che ogni nuovo nato parta in condizioni uguali, tutti nudi e senza differenza di mezzi al momento della nascita per lasciare che la competizione selezioni, darwinianamente, il più adatto a ricoprire i ruoli in cui eccelle.

Einaudi respinge questo egualitarismo perché questa soluzione annullerebbe il lavoro fatto dalla famiglia a favore dei propri discendenti e scoraggerebbe l’iniziativa dei singoli perché tutto quanto da essi creato sarebbe poi disappropriato e vanificato.
Continua a leggere EINAUDI, ECONOMISTA LIBERALE NON LIBERISTA

FRANCIA. SANTORO: ORA DOBBIAMO BATTERE MACRON DA SINISTRA

“In Francia perde la destra nazionalista e xenofoba ma non vincono la solidarietà e la giustizia sociale”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “e sarei molto attento a non sottovalutare il risultato di Le Pen, la quale ha ottenuto ieri il 34% dei voti correndo contro tutti. Contro quasi tutto lo schieramento politico nazionale ed internazionale, contro la quasi totalità dei media”.

“A mio avviso sarebbe un errore politico sottovalutare, come mi pare si stia già facendo, il risultato in termini di voti di Le Pen. E’ un risultato che se non arginato potrebbe rivelarsi travolgente fra cinque anni, tenendo anche conto delle politiche reazionarie e liberiste che il neo-Presidente Macron metterà in atto in Francia. Mi aspetto tante manifestazioni, tanto dissenso, tanto malessere tra le fasce della popolazione francese meno abbienti, e questi eventi non faranno altro che accrescere la forza di contrapposizione della destra nazionalista francese.”
Continua a leggere FRANCIA. SANTORO: ORA DOBBIAMO BATTERE MACRON DA SINISTRA

LA LOTTA OGGI E’ TUTTA INTERNA AL CAPITALISMO MONDIALE. TRA GLOBALISTI E POPULISTI. TRA PADRONI E SCHIAVI.

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

Antonio Polito ha probabilmente ragione quando scrive che ‘per vincere le elezioni non è più necessario seguire il centro, il voto moderato, ma si può vincere con una piattaforma radicale’, e tale piattaforma, certamente non radicale, non è oggi socialista. Forse un domani e richiederà molto lavoro, ma oggi ad emergere come avversari politici del liberismo elitario sono i populismi di destra.

La piattaforma alternativa al liberismo non è socialista in Europa e non vive a sinistra, ma è populista in quanto anti-elitaria ma non anti-liberista e, di conseguenza, vive a destra. Vive nella pancia dei popoli sfruttati da una globalizzazione elitaria, finanziaria e capitalista. Ma non va oltre. Non ha pianificazione, progettualità. Non produce una alternativa ideologica.

La contrapposizione tra la globalizzazione guerrafondaia clintoniana, sorosiana ed il populismo tendenzialmente isolazionista trumpiano, nel quale cadono Grillo e Salvini insieme a Farage e Le Pen, è uno scontro tra il padrone e lo schiavo all’interno di una ‘epoca’ precisa. Quella capitalista. Entrambi gli schieramenti si alimentano dei pregi e dei difetti del grande capitale.

E’ uno scontro che si alimenta di sudditanza nel quale non vi è alcun segnale di emancipazione ideologica, fermo nel tempo e nelle regole. Scontro che vive sempre all’interno dei processi dell’ideologia liberista.

Altra storia è, invece, lo scontro tra due epoche antitetiche, tra due maturità ideologiche, tra il neo-feudalesimo e la modernità, vale a dire tra il capitalismo ed il socialismo. Il socialismo soprattutto in Europa assiste da lontano, da un piano diverso, allo scontro in atto con la consapevolezza di un epilogo disastroso.

Su questo terreno il socialismo è ancora lontano dal poter ergersi ad alternativa politica al capitalismo. Il socialismo non contempla l’isolazionismo oppure la supremazia, anche psicologica, dei pochi sui molti, ma incentiva l’inclusione internazionalista in funzione del ‘free-man’, non del ‘free-market’.

Noi socialisti rimaniamo, quindi, immobili nel campo capitalista, impigliati nei processi del liberismo finanziario. Assistiamo, invece, inermi allo scontro tutto interno al capitalismo mondiale tra globalisti e populisti. Il duro confronto oggi è lì. Noi dovremo solo continuare a costruire l’alternativa.

**Immagine: Globalization by Guille3691

VOLONTÀ DIVISORIE E DISTRUTTIVE

di Giandiego Marigo, Politiche abitative e per gli anziani

Uno dei risultati peggiori che lo spirito “deformatore” che ha imperato e portato a termine nel Paese è la divisione, gravissima e difficilmente recuperabile che ha provocato all’interno di alcuni, importanti, organismi di partecipazione collettiva.

Per intenderci ‘La Triplice Sindacale’, l’ANPI, l’ARCI e mille altre istanze cosiddette di massa, dove l’AreA di Progresso e Civiltà si incontrava e si confrontava.

Questo andar contro le aspettative di quest’area, questa volontà di dividerla in Buoni e Cattivi, questa, in fondo, vocazione alla dicotomia è ben chiara, soprattutto nel PD, ma non solo.

Sin dai tempi della dichiarazione sciagurata della sua Vocazione Maggioritaria.
Continua a leggere VOLONTÀ DIVISORIE E DISTRUTTIVE