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EINAUDI, ECONOMISTA LIBERALE NON LIBERISTA

di Renato Gatti

L’eguaglianza dei punti di partenza

Einaudi parte dal principio democratico per cui ogni soggetto deve avere le stesse opportunità nella gara della vita, nessuno deve partire con l’handicap e nessuno deve partire avvantaggiato. “Partendo dalla premessa che solo una minoranza degli eletti può giungere sino ai posti di comando, (è altrettanto vero che) sarebbe ben diverso se la selezione degli eletti potesse farsi tra l’universale degli uomini”.

Ma il principio dell’eguaglianza dei punti di partenza presupporrebbe che ogni nuovo nato parta in condizioni uguali, tutti nudi e senza differenza di mezzi al momento della nascita per lasciare che la competizione selezioni, darwinianamente, il più adatto a ricoprire i ruoli in cui eccelle.

Einaudi respinge questo egualitarismo perché questa soluzione annullerebbe il lavoro fatto dalla famiglia a favore dei propri discendenti e scoraggerebbe l’iniziativa dei singoli perché tutto quanto da essi creato sarebbe poi disappropriato e vanificato.
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FRANCIA. SANTORO: ORA DOBBIAMO BATTERE MACRON DA SINISTRA

“In Francia perde la destra nazionalista e xenofoba ma non vincono la solidarietà e la giustizia sociale”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “e sarei molto attento a non sottovalutare il risultato di Le Pen, la quale ha ottenuto ieri il 34% dei voti correndo contro tutti. Contro quasi tutto lo schieramento politico nazionale ed internazionale, contro la quasi totalità dei media”.

“A mio avviso sarebbe un errore politico sottovalutare, come mi pare si stia già facendo, il risultato in termini di voti di Le Pen. E’ un risultato che se non arginato potrebbe rivelarsi travolgente fra cinque anni, tenendo anche conto delle politiche reazionarie e liberiste che il neo-Presidente Macron metterà in atto in Francia. Mi aspetto tante manifestazioni, tanto dissenso, tanto malessere tra le fasce della popolazione francese meno abbienti, e questi eventi non faranno altro che accrescere la forza di contrapposizione della destra nazionalista francese.”
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LA LOTTA OGGI E’ TUTTA INTERNA AL CAPITALISMO MONDIALE. TRA GLOBALISTI E POPULISTI. TRA PADRONI E SCHIAVI.

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

Antonio Polito ha probabilmente ragione quando scrive che ‘per vincere le elezioni non è più necessario seguire il centro, il voto moderato, ma si può vincere con una piattaforma radicale’, e tale piattaforma, certamente non radicale, non è oggi socialista. Forse un domani e richiederà molto lavoro, ma oggi ad emergere come avversari politici del liberismo elitario sono i populismi di destra.

La piattaforma alternativa al liberismo non è socialista in Europa e non vive a sinistra, ma è populista in quanto anti-elitaria ma non anti-liberista e, di conseguenza, vive a destra. Vive nella pancia dei popoli sfruttati da una globalizzazione elitaria, finanziaria e capitalista. Ma non va oltre. Non ha pianificazione, progettualità. Non produce una alternativa ideologica.

La contrapposizione tra la globalizzazione guerrafondaia clintoniana, sorosiana ed il populismo tendenzialmente isolazionista trumpiano, nel quale cadono Grillo e Salvini insieme a Farage e Le Pen, è uno scontro tra il padrone e lo schiavo all’interno di una ‘epoca’ precisa. Quella capitalista. Entrambi gli schieramenti si alimentano dei pregi e dei difetti del grande capitale.

E’ uno scontro che si alimenta di sudditanza nel quale non vi è alcun segnale di emancipazione ideologica, fermo nel tempo e nelle regole. Scontro che vive sempre all’interno dei processi dell’ideologia liberista.

Altra storia è, invece, lo scontro tra due epoche antitetiche, tra due maturità ideologiche, tra il neo-feudalesimo e la modernità, vale a dire tra il capitalismo ed il socialismo. Il socialismo soprattutto in Europa assiste da lontano, da un piano diverso, allo scontro in atto con la consapevolezza di un epilogo disastroso.

Su questo terreno il socialismo è ancora lontano dal poter ergersi ad alternativa politica al capitalismo. Il socialismo non contempla l’isolazionismo oppure la supremazia, anche psicologica, dei pochi sui molti, ma incentiva l’inclusione internazionalista in funzione del ‘free-man’, non del ‘free-market’.

Noi socialisti rimaniamo, quindi, immobili nel campo capitalista, impigliati nei processi del liberismo finanziario. Assistiamo, invece, inermi allo scontro tutto interno al capitalismo mondiale tra globalisti e populisti. Il duro confronto oggi è lì. Noi dovremo solo continuare a costruire l’alternativa.

**Immagine: Globalization by Guille3691

VOLONTÀ DIVISORIE E DISTRUTTIVE

di Giandiego Marigo, Politiche abitative e per gli anziani

Uno dei risultati peggiori che lo spirito “deformatore” che ha imperato e portato a termine nel Paese è la divisione, gravissima e difficilmente recuperabile che ha provocato all’interno di alcuni, importanti, organismi di partecipazione collettiva.

Per intenderci ‘La Triplice Sindacale’, l’ANPI, l’ARCI e mille altre istanze cosiddette di massa, dove l’AreA di Progresso e Civiltà si incontrava e si confrontava.

Questo andar contro le aspettative di quest’area, questa volontà di dividerla in Buoni e Cattivi, questa, in fondo, vocazione alla dicotomia è ben chiara, soprattutto nel PD, ma non solo.

Sin dai tempi della dichiarazione sciagurata della sua Vocazione Maggioritaria.
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