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Manovra. Santoro (CS): un altro governo che privatizza

“Nel nuovo documento programmatico di bilancio il governo giallo-verde punta a vendere partecipazioni statali per 18 miliardi”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “A breve sapremo cosa questi signori svenderanno ai privati ma non sono ottimista. 18 miliardi sono tanti e se si vuole ridurre il debito svendendo il pubblico, tra vendita di partecipazioni statali e privatizzazioni, non andremo lontano.”

“Ripeto quanto detto ieri. Stiamo passando da un liberismo globalista ad un liberismo sovranista. Questo governo non ha alcuna coscienza del lavoro per il bene comune, non ha alcuna cultura della solidarietà ma solo la precisa volontà di agire secondo calcoli politici che portino voti, solo voti.”

“Il mio vero timore, come già abbondantemente scritto in passato, è nel vedere intaccata la spesa pubblica” conclude Santoro, “ovvero dirottare risorse già esigue da comparti pubblici fondamentali al soddisfacimento di promesse elettorali folli attraverso il taglio della spesa per sanità, scuola, infrastrutture, servizi sociali e tanto altro.“

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La lettera di Tria. Santoro (CS): passaggio dal liberismo globalista al liberismo sovranista

“Lettera breve e concisa che non si scosta di un millimetro da quanto illustrato all’Unione Europea alcune settimane fa”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Lettera che pone fine al dominio incontrastato dei tecnocrati e dei commissari europei sui popoli in difficoltà, che supera de facto la supremazia del liberismo internazionale e globalista sui singoli Stati europei, che sancisce e certifica il passato delle politiche portate avanti dai governi genuflessi dei decenni andati. Il problema, il nostro problema è che nella lettera di Tria si intravede un futuro chiamato liberismo sovranista, dal quale fanno insistentemente capolino populismo e nazionalismo, insieme ad una sorta di becero sovranismo usato come strumento politico contro i deboli. Azioni pensate per portare a casa vantaggi politici.”

“Il passaggio tra passato e futuro, anima della lettera del Ministro dell’Economia e delle Finanze, mi spinge nella lotta al primo così come al secondo. Sono anni che lottiamo contro questa Europa costruita sulla finanza, sugli interessi dei pochi contro i molti. E continueremo a farlo. Ma il futuro che intravediamo è altrettanto pericoloso ed è nostro dovere iniziare da subito a combatterlo sul terreno politico.”

“I socialisti, infatti, non possono accettare che dalla padella si cada nella brace”, continua Santoro, “poiché la prospettiva di una Europa ancora liberista (il nazionalismo, il sovranismo, il populismo non implicano affatto un superamento del sistema economico capitalista) con l’introduzione di componenti populiste, nazionaliste e sovraniste, determinerebbe un ritorno a possibili conflitti tra Stati i quali, come la storia ha sempre dimostrato, sono sempre a vantaggio dei ‘padroni’ e mai degli oppressi.”

“Combattiamo, quindi, entrambi i fronti, entrambi i liberismi”, conclude Santoro, “poiché siamo socialisti e il nostro obiettivo politico è costruire l’Europa socialista, non certamente liberista.”

Ecofin. Santoro (CS): ‘correzione considerevole’ anche per questa Unione Europea

“Correzione considerevole. Queste le parole appena pronunciate dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, relativamente alla legge di Bilancio del governo giallo-verde,” commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Perché limitarsi allora alla sola manovra. Facciamo in modo che queste parole valgano anche per l’Unione Europea, i suoi meccanismi, le sue procedure e rilanciamo rivendicando una ‘correzione considerevole’ di tutto l’impianto politico-amministrativo dell’Unione Europea.”

“Al netto dell’enorme debito pubblico italiano, della lentissima crescita e di una politica essenzialmente, e non da oggi, miope, senza un progetto di Paese, l’Unione Europea deve essere ripensata. Le strade sono due, ognuna con i suoi pro e contro, ognuna con impatti più o meno dolorosi per milioni di cittadini: la completa demolizione dell’impianto europeo seguita da una totale ricostruzione su tutt’altre basi politiche, oppure il più lento tragitto di modifica, di riforma, per una radicale conversione dell’Unione e dei suoi meccanismi. Sicuramente non è pensabile andare avanti in questo modo.”

“E’ probabile, quindi, che vi saranno delle sanzioni”, conclude Santoro, “anche se dietro le quinte penso si voglia raggiungere qualche forma di accordo con l’Ue. Comunque vada, la sconfitta sarà per tutti gli attori coinvolti, dal governo alla Commissione. Il nostro lavoro ad ogni modo continua nel ripensare radicalmente l’Unione Europea.“

Agenzie di rating. Santoro (CS): guardiani del liberismo con una precisa agenda politica

“Le più grandi agenzie di rating nel mondo sono veri e propri guardiani dello status quo, della centralità del capitale, con una precisa agenda politica che farebbe invidia a qualsiasi partito politico”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Moody’s, Fitch e Standard&Poor’s sono i baluardi del capitalismo finanziario più sfrenato. Distruggono economie scomode e si ‘dimenticano’ di allertare il mondo su situazioni critiche perché gli amici non si toccano.”

“La settimana scorsa l’agenzia di rating Moody’s ha bocciato la manovra del governo giallo-verde. Oggi sentiremo le valutazioni, invece, di Standard&Poor’s. Comunque vada, un fatto deve essere chiaro. Ci sono agenzie di rating che non hanno più alcuna credibilità non essendo più di fatto agenzie indipendenti dal potere economico-politico globale. Diceva qualcuno che Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch giudicano e decidono in maniera troppo poco trasparente. E i loro errori compromettono la ripresa dei mercati. Non posso pensare che queste agenzie di rating facciano errori per incompetenza e non per una precisa volontà politica, visto che, come riporta l’agenzia di stampa finanziaria Bloomberg, negli ultimi anni sono stati commessi degli errori nel 53% dei casi analizzati.”

“Abbiamo, quindi, un grosso problema di valutazione delle economie nazionali, delle loro prospettive”, continua Santoro, “e ciò si aggiunge ad una mancanza di obiettività sullo stato economico-finanziario del mondo corporate. Anche in quest’ultimo caso, si imputa a Moody’s e Standard&Poor’s di aver ignorato l’enorme indebitamento privato dei grandi nomi di Wall Street, delle loro acquisizioni e fusioni, durante gli anni del Quantitative Easing. A queste due agenzie di rating, in particolare, si imputa il fatto di aver mantenuto inalterati i rating di aziende che, ai fatti, dovrebbero avere un rating molto inferiore. Vogliamo ancora discutere delle opinioni delle agenzie di rating?”

“Le agenzie di rating non sono affatto affidabili”, conclude Santoro, “se private di indipendenza, se corrose da conflitti di interesse, se legati a filo doppio con l’establishment economico e politico globale. Attendiamo, quindi, le valutazioni di oggi di Standard&Poor’s sapendo però che dietro vi è un piano politico preciso.”

Manovra. Santoro (CS): davanti a due mali indichiamo una via d’uscita socialista

“È indubbio che il governo giallo-verde sia assolutamente incapace di avviare processi riformatori per le classi più deboli”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “e ciò si evince dai condoni, dai favori nei confronti degli evasori, dalla flat-tax, dalle poche risorse per gli investimenti che non permetteranno l’attivazione del moltiplicatore sul PIL come sperato.”

“Su questo sono intervenuto dando un giudizio nel merito dei diversi punti di programma di governo, dichiarando che nel complesso, nell’azione di governo, vi è un misto tra una mancanza di progetto di Paese e il soddisfacimento di promesse elettorali costosissime che potrebbe essere dannose nel lungo periodo per l’Italia.”

“Ma al netto dell’opposizione politica che continueremo a fare al governo Lega-M5S”, continua Santoro, “niente può raggiungere la meschinità dei burocrati europei, dei tecnocrati, i quali sono sempre stati dei veri e propri sciacalli nei confronti delle classi popolari, dei più deboli. Ciò è evidente dai commenti di Bruxelles sulle spese primarie, ovvero sulla spesa primaria netta su istruzione, sanità e pensioni.”

“Ci troviamo di fronte a due mali”, conclude Santoro, “ed entrambi vanno combattuti sul terreno politico proponendo una terza strada. Quella socialista.”