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Reddito di cittadinanza. Santoro (CS): la perenne schiavitù del lavoratore salariato

“Invece di portare il lavoro dove manca, si portano i lavoratori dove il lavoro esiste”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Nell’eterno conflitto tra capitale e lavoro è sempre il lavoratore che rimane fregato.”

“Il reddito di cittadinanza ricorda un po’ la buona scuola renziana. Immaginatevi ora un posto di lavoro a 100 chilometri nei primi sei mesi di fruizione del reddito, 250 chilometri tra il sesto e il diciottesimo, ovunque in Italia dopo il diciottesimo mese. Beneficio, da quello che si legge, rinnovabile per un ulteriore uguale periodo.”

“La perenne schiavitù del lavoratore salariato”, continua Santoro, “il quale dovrà percorrere tanti chilometri, trasferirsi con tutta la famiglia (dai 18 ai 36 mesi anche con minori a carico) oppure lontano dalla famiglia per un posto di lavoro mentre il datore non muove un passo. Anzi. Un lavoratore collocato significa soldi per le aziende, soldi per le agenzie per il lavoro che li hanno collocati, soldi per gli enti di formazione.”

“Una domanda”, conclude Santoro. “Sono stati valutati gli impatti demografici per il Mezzogiorno?”

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Manovra. Santoro (CS): clausole di salvaguardia, Terzo settore e giovani punti su cui riflettere

“Ci sono tre questioni che dovrebbero farci riflettere attentamente”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista, “e riguardano le clausole di salvaguardia, l’aumento dell’imposta per il Terzo settore e le risorse mancanti per le politiche per i giovani.”

“Le famose clausole di salvaguardia previste valgono 23 miliardi nel 2020 e 28,8 miliardi nel 2021. Farebbero salire la pressione fiscale rispettivamente di 1,2 e di 1,5 punti percentuali. Per disinnescarle servono 50 miliardi di euro in due anni, ovvero due manovre molto pesanti per fare in modo che l’IVA rimanga ai livelli attuali. La situazione futura è, quindi, molto problematica e le risorse andranno trovate altrimenti ci ritroveremo davanti ad aumenti IVA assolutamente recessivi.”

“Altro punto dolente è l’aumento dell’imposta per il Terzo settore”, continua Santoro, “che rimarrà in manovra ma il governo promette che ritornerà ai livelli attuali con il primo provvedimento di gennaio. Vanno però trovate le coperture che ammontano a 400 milioni in 3 anni. 118 milioni nel 2019, 157 milioni nel 2020 e altri 157 milioni nel 2021. Devo ammettere che la sola idea di aumentare la tassazione sul Terzo settore dovrebbe preoccupare tutti. Non penso, e il governo del Paese dovrebbe saperlo, che l’Italia sia in grado di sopravvivere senza il lavoro del volontariato poiché sostituirlo, oggi, è semplicemente impossibile.”

“Terzo punto riguarda le risorse destinate ai giovani che diminuiscono a 530 milioni tra cui bonus diciottenni da 290 a 230 milioni, fondo di finanziamento ordinario per l’università pari a 40 milioni, fondo per il diritto allo studio pari a 10 milioni, il nuovo Consiglio Nazionale dei Giovani avrà a disposizione 200mila euro, il bonus per l’assunzione di giovani eccellenze pari a 50 milioni, finanziamento al fondo per le politiche giovanili con 30 milioni. Pochi fondi destinati ad un comparto strategico per il futuro del Paese.”

“E’ evidente, infine, che la manovra ora alla Camera presenta grosse lacune di carattere strategico e pesanti problematiche che andranno risolte nei prossimi anni”, conclude Santoro. “Tutto ciò mentre in Spagna il socialista Sanchez chiude l’anno con un aumento delle pensioni nel 2019 del 1,6% fino al 3% per quelle minime non contributive, un aumento del salario minimo e il recupero della sanità universale. Mi sembra un percorso giusto e doveroso. In Italia, invece, gli italiani vengono presi per i fondelli da quasi trent’anni.”

Manovra. Santoro (CS): il Governo a passo di gambero

“Salvini e Di Maio, includendo anche Conte nel ragionamento, ci ripensano. Non più una linea da duri e puri in Europa ma sulla manovra, ora, si può ragionare”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Il rapporto deficit/Pil del 2,4% non è più intoccabile ma, visto la bocciatura della manovra da parte dei tecnocrati europei, un ritocchino al ribasso, secondo loro, ci può stare. Dopotutto, come abbiamo già avuto modo di dire, questo Governo è forte con i deboli e debole con i forti. E la nomenclatura europea, i guardiani del liberismo globalista, sono forti.”

“Il governo, quindi, per salvare la faccia per un dietrofront palese, si nasconde dietro il ‘non difenderemo i numerini’, i decimali. Jean-Claude Juncker è stato chiaro con il premier Conte e il Ministro dell’Economia Tria, ovvero si deve abbassare quel 2,4%. E avevo detto sin da subito che quel 2,4% era molto timido in termini di investimenti mentre si focalizzava sulle promesse elettorali strabilianti dei partiti di governo. Ma sul serio si pensa che la flat tax giovi ai 5 milioni di poveri assoluti di questo Paese? Oppure, come è certo, ai piccoli capitalisti del nord, elettori accaniti della Lega? Si pensa veramente che il reddito di cittadinanza serva per attutire i morsi della fame di chi è in difficoltà, oppure per gestire gli elettori del M5S?”

“Il buon senso e la ragionevolezza di oggi sostituiscono il duro e il puro di ieri”, conclude Santoro, “e vedremo nelle prossime settimane se sarà un bluff oppure una ritirata bella e buona.”

Manovra. Santoro (CS): un altro governo che privatizza

“Nel nuovo documento programmatico di bilancio il governo giallo-verde punta a vendere partecipazioni statali per 18 miliardi”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “A breve sapremo cosa questi signori svenderanno ai privati ma non sono ottimista. 18 miliardi sono tanti e se si vuole ridurre il debito svendendo il pubblico, tra vendita di partecipazioni statali e privatizzazioni, non andremo lontano.”

“Ripeto quanto detto ieri. Stiamo passando da un liberismo globalista ad un liberismo sovranista. Questo governo non ha alcuna coscienza del lavoro per il bene comune, non ha alcuna cultura della solidarietà ma solo la precisa volontà di agire secondo calcoli politici che portino voti, solo voti.”

“Il mio vero timore, come già abbondantemente scritto in passato, è nel vedere intaccata la spesa pubblica” conclude Santoro, “ovvero dirottare risorse già esigue da comparti pubblici fondamentali al soddisfacimento di promesse elettorali folli attraverso il taglio della spesa per sanità, scuola, infrastrutture, servizi sociali e tanto altro.“

La lettera di Tria. Santoro (CS): passaggio dal liberismo globalista al liberismo sovranista

“Lettera breve e concisa che non si scosta di un millimetro da quanto illustrato all’Unione Europea alcune settimane fa”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Lettera che pone fine al dominio incontrastato dei tecnocrati e dei commissari europei sui popoli in difficoltà, che supera de facto la supremazia del liberismo internazionale e globalista sui singoli Stati europei, che sancisce e certifica il passato delle politiche portate avanti dai governi genuflessi dei decenni andati. Il problema, il nostro problema è che nella lettera di Tria si intravede un futuro chiamato liberismo sovranista, dal quale fanno insistentemente capolino populismo e nazionalismo, insieme ad una sorta di becero sovranismo usato come strumento politico contro i deboli. Azioni pensate per portare a casa vantaggi politici.”

“Il passaggio tra passato e futuro, anima della lettera del Ministro dell’Economia e delle Finanze, mi spinge nella lotta al primo così come al secondo. Sono anni che lottiamo contro questa Europa costruita sulla finanza, sugli interessi dei pochi contro i molti. E continueremo a farlo. Ma il futuro che intravediamo è altrettanto pericoloso ed è nostro dovere iniziare da subito a combatterlo sul terreno politico.”

“I socialisti, infatti, non possono accettare che dalla padella si cada nella brace”, continua Santoro, “poiché la prospettiva di una Europa ancora liberista (il nazionalismo, il sovranismo, il populismo non implicano affatto un superamento del sistema economico capitalista) con l’introduzione di componenti populiste, nazionaliste e sovraniste, determinerebbe un ritorno a possibili conflitti tra Stati i quali, come la storia ha sempre dimostrato, sono sempre a vantaggio dei ‘padroni’ e mai degli oppressi.”

“Combattiamo, quindi, entrambi i fronti, entrambi i liberismi”, conclude Santoro, “poiché siamo socialisti e il nostro obiettivo politico è costruire l’Europa socialista, non certamente liberista.”

Ecofin. Santoro (CS): ‘correzione considerevole’ anche per questa Unione Europea

“Correzione considerevole. Queste le parole appena pronunciate dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, relativamente alla legge di Bilancio del governo giallo-verde,” commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Perché limitarsi allora alla sola manovra. Facciamo in modo che queste parole valgano anche per l’Unione Europea, i suoi meccanismi, le sue procedure e rilanciamo rivendicando una ‘correzione considerevole’ di tutto l’impianto politico-amministrativo dell’Unione Europea.”

“Al netto dell’enorme debito pubblico italiano, della lentissima crescita e di una politica essenzialmente, e non da oggi, miope, senza un progetto di Paese, l’Unione Europea deve essere ripensata. Le strade sono due, ognuna con i suoi pro e contro, ognuna con impatti più o meno dolorosi per milioni di cittadini: la completa demolizione dell’impianto europeo seguita da una totale ricostruzione su tutt’altre basi politiche, oppure il più lento tragitto di modifica, di riforma, per una radicale conversione dell’Unione e dei suoi meccanismi. Sicuramente non è pensabile andare avanti in questo modo.”

“E’ probabile, quindi, che vi saranno delle sanzioni”, conclude Santoro, “anche se dietro le quinte penso si voglia raggiungere qualche forma di accordo con l’Ue. Comunque vada, la sconfitta sarà per tutti gli attori coinvolti, dal governo alla Commissione. Il nostro lavoro ad ogni modo continua nel ripensare radicalmente l’Unione Europea.“

Agenzie di rating. Santoro (CS): guardiani del liberismo con una precisa agenda politica

“Le più grandi agenzie di rating nel mondo sono veri e propri guardiani dello status quo, della centralità del capitale, con una precisa agenda politica che farebbe invidia a qualsiasi partito politico”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Moody’s, Fitch e Standard&Poor’s sono i baluardi del capitalismo finanziario più sfrenato. Distruggono economie scomode e si ‘dimenticano’ di allertare il mondo su situazioni critiche perché gli amici non si toccano.”

“La settimana scorsa l’agenzia di rating Moody’s ha bocciato la manovra del governo giallo-verde. Oggi sentiremo le valutazioni, invece, di Standard&Poor’s. Comunque vada, un fatto deve essere chiaro. Ci sono agenzie di rating che non hanno più alcuna credibilità non essendo più di fatto agenzie indipendenti dal potere economico-politico globale. Diceva qualcuno che Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch giudicano e decidono in maniera troppo poco trasparente. E i loro errori compromettono la ripresa dei mercati. Non posso pensare che queste agenzie di rating facciano errori per incompetenza e non per una precisa volontà politica, visto che, come riporta l’agenzia di stampa finanziaria Bloomberg, negli ultimi anni sono stati commessi degli errori nel 53% dei casi analizzati.”

“Abbiamo, quindi, un grosso problema di valutazione delle economie nazionali, delle loro prospettive”, continua Santoro, “e ciò si aggiunge ad una mancanza di obiettività sullo stato economico-finanziario del mondo corporate. Anche in quest’ultimo caso, si imputa a Moody’s e Standard&Poor’s di aver ignorato l’enorme indebitamento privato dei grandi nomi di Wall Street, delle loro acquisizioni e fusioni, durante gli anni del Quantitative Easing. A queste due agenzie di rating, in particolare, si imputa il fatto di aver mantenuto inalterati i rating di aziende che, ai fatti, dovrebbero avere un rating molto inferiore. Vogliamo ancora discutere delle opinioni delle agenzie di rating?”

“Le agenzie di rating non sono affatto affidabili”, conclude Santoro, “se private di indipendenza, se corrose da conflitti di interesse, se legati a filo doppio con l’establishment economico e politico globale. Attendiamo, quindi, le valutazioni di oggi di Standard&Poor’s sapendo però che dietro vi è un piano politico preciso.”

Manovra. Santoro (CS): davanti a due mali indichiamo una via d’uscita socialista

“È indubbio che il governo giallo-verde sia assolutamente incapace di avviare processi riformatori per le classi più deboli”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “e ciò si evince dai condoni, dai favori nei confronti degli evasori, dalla flat-tax, dalle poche risorse per gli investimenti che non permetteranno l’attivazione del moltiplicatore sul PIL come sperato.”

“Su questo sono intervenuto dando un giudizio nel merito dei diversi punti di programma di governo, dichiarando che nel complesso, nell’azione di governo, vi è un misto tra una mancanza di progetto di Paese e il soddisfacimento di promesse elettorali costosissime che potrebbe essere dannose nel lungo periodo per l’Italia.”

“Ma al netto dell’opposizione politica che continueremo a fare al governo Lega-M5S”, continua Santoro, “niente può raggiungere la meschinità dei burocrati europei, dei tecnocrati, i quali sono sempre stati dei veri e propri sciacalli nei confronti delle classi popolari, dei più deboli. Ciò è evidente dai commenti di Bruxelles sulle spese primarie, ovvero sulla spesa primaria netta su istruzione, sanità e pensioni.”

“Ci troviamo di fronte a due mali”, conclude Santoro, “ed entrambi vanno combattuti sul terreno politico proponendo una terza strada. Quella socialista.”