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Altro che Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Alcune proposte socialiste

Altro che Quota 100 oppure Reddito di cittadinanza. I punti programmatici strutturali (economia, banche, lavoro e previdenza) sono altri, e sono socialisti. Eccone alcuni:

1. Rendere pubblico il sistema bancario e la grande industria;
2. Riduzione dell’orario di lavoro a 30 ore settimanali, senza toccare i salari;
3. Salario minimo garantito (tale importo deve essere calcolato in modo tale da essere il doppio rispetto alla soglia di povertà calcolata dall’Istat);
4. Sistema sanitario pubblico, gratuito ed efficiente;
5. Sistema scolastico pubblico, gratuito ed efficiente;
6. Reintroduzione dell’Art. 18;
7. Tutela pubblica del ciclo lavorativo della persona (istruzione, formazione di base, inserimento, aggiornamento professionale, formazione continua, riqualificazione);
8. Pensione minima garantita (equivalente al salario minimo garantito);
9. Riduzione sostenuta dell’età pensionabile;
10. Incentivare l’Industria 4.0 – liberazione dal lavoro/liberazione del lavoro.

Manuel Santoro

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CLASSOLOGICA

di Renato Gatti

Premessa

“La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classe. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in una parola oppressori ed oppressi (…). La moderna società borghese , sorta dalla rovina della società feudale, non ha eliminato i contrasti di classe. Essa ha soltanto posto nuove classi, nuove condizioni di oppressione, nuove forme di lotta in luogo delle antiche.” (Manifesto del partito comunista – Marx ed Engels).

Una nuova disciplina economica

Nel conformismo della società attuale dominata dal pensiero unico dell’individualismo liberista è difficile leggere una critica scientifica basata sul criterio della lotta di classe, anche perchè, tra le nuove forme di lotta che testimoniano la vittoria della classe capitalistica sulle altre classi, predominano, a mio modo di vedere e senza che siano scomparse vecchie forme di sfruttamento, nuove forme di sfruttamento che vanno analizzate ed arricchite.
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LA COPERTA SEMPRE PIÙ CORTA SUI SOLITI NOTI: I LAVORATORI GIOVANI

di Roberto Spagnuolo

I commenti si sono susseguiti rapidamente circa l’ipotesi prevista dalla delega sulla razionalizzazione dei trattamenti in ambito assistenziale e previdenziale. Al di là delle conferme politiche e tecniche sull’intangibilità dei trattamenti in essere (come sulle reversibilità), emerge comunque un profilo che trae origine dall’aspetto duplice del problema: razionalizzare significa riequilibrare tra situazioni bisognose solo nella forma con quelle bisognose nella sostanza e il secondo aspetto, specchio generazionale del precedente, parte dal considerare che oltre al peso della ripartizione gravante sui giovani precari, nei contratti di lavoro e nella futura pensione, questi ultimi probabilmente lo saranno anche nella possibilità di accedere ad una integrazione reddituale della reversibile senza una razionalizzazione, oggi, delle risorse assistenziali per domani.
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NUOVO STATO SOCIALE E SOCIAL COMPACT: LE POLITICHE DEL LAVORO DI CS

Relazione di Roberto Spagnuolo, Responsabile del Dipartimento Politiche sul Lavoro

L’attuale modello di sviluppo economico è da considerare “il modello” per antonomasia, o è solo una delle possibili alternative che sino ad oggi si sono succedute nella storia socio-economica?
Anche illustri studiosi (ad esempio, Stiglitz e Piketty) hanno sottolineano i forti limiti dell’attuale sistema di sviluppo, con conseguenze sociali sotto gli occhi di tutti. Eppure il lavoro continua ad essere misurato solo in termini quantitativi, pur necessitando di nuovi indicatori di qualità che ne mettano in evidenza i valori sociali di benessere, in termini di equità e sostenibilità, basati sulla condivisione.
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