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Verso il socialismo organizzato

“In queste settimane festeggiamo i primi sei mesi di vita della nostra rivista”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “La nostra rivista L’Ideologia Socialista sta crescendo e il nostro obiettivo rimane quello di farne punto di riferimento del “socialismo largo” e baluardo per lo sviluppo ideologico-politico del nostro partito.”

”La linea della nostra rivista è duplice”, continua Santoro. “Da una parte, ridare dignità e anima teorica al socialismo assiomaticamente inteso come proprietà comune e controllo democratico dei mezzi di produzione; dall’altra, avviare un discorso tematico, definire un programma politico, di fase, iniziando dai temi primari (economia, sociale, lavoro, previdenza, banche e finanza) che ci aiuti a definire il tragitto da seguire. Se la parte teorica serve a indicare un luogo di arrivo, la parte tematica traccia la via definendo quel programma politico, cangiante e dinamico a seconda dell’evoluzione politica nazionale ed internazionale, necessario alla costruzione dell’alternativa socialista.”

“Il socialismo è progettualità e Convergenza Socialista è un progetto strategico, di lungo periodo. Ricostruire il socialismo organizzato richiede oggi ricominciare a lavorare dalle fondamenta e riprendere, attualizzandolo, l’insegnamento ideologico dei padri del socialismo.”

“Convergenza Socialista lavora per la rifondazione del socialismo su obiettivi chiari, autonomisti”, continua Santoro, “e persegue quel processo di rinascita dell’alternatività al modello capitalista. La rifondazione del socialismo ha un futuro, da tramandare alle generazioni che verranno, solo se organizzato in una struttura politica. Partitica. Iniziando dal lavoro socialista territoriale, radicandosi nelle comunità comunali e municipali.”

“Non siamo dogmatici. Al contrario. Accogliamo gli insegnamenti dei padri del socialismo, inteso in senso largo, senza preclusioni. Non siamo dogmatici con Marx, così come non lo siamo con Turati, Gramsci, Proudhon, Engels e Lenin, Labriola, Trotsky, Bakunin e tanti altri.”

“Siamo noi a dover rifondare il socialismo”, conclude Santoro, “e sarà nostro l’onere di ricreare le condizioni teoriche per il risveglio del socialismo in questo secolo. Gramsci diceva che l’ideologia è il “terreno su cui gli uomini si muovono”. L’ideologia socialista diviene, quindi, l’insieme strutturato e logico di idee socialiste atte alla definizione politico-programmatica di struttura e sovrastrutture per una società socialista. La nostra missione.”

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Stai cercando il socialismo, l’unica alternativa di struttura alla ferocia del capitalismo e alla centralità del capitale? Hai voglia di ritornare a fare politica tra la gente, nei territori, nelle sezioni di partito?

Convergenza Socialista (C.S.) è un partito politico socialista, autonomo ed indipendente da qualsiasi altro soggetto politico ed è membro del Forum europeo delle forze progressiste e si colloca in Europa insieme al Partito della Sinistra Europea.

Il socialismo è la sinistra. Esso è struttura, è corpo e anima insieme. E’ l’antitesi, ideologicamente intesa, del capitalismo.

Rifondare il socialismo partendo dagli insegnamenti dei padri del socialismo, inteso in senso largo, senza dogmatismi significa ricostruire anche la sinistra.

La nostra via è l’internazionalismo socialista. Non il sovranismo, il populismo di sinistra oppure il globalismo liberale.

Osservare moltissimi socialisti e persone di sinistra rifugiarsi nel sovranismo, per opportunità politica e per sfogo populista, è desolante e a tratti squallido.

Pochi anni addietro abbiamo avviato il percorso della costruzione di una soggettività politica e partitica del tutto slegata dalle beghe del residuale socialismo italiano, e lo abbiamo fatto non per saccenteria o egocentrismo ma per la semplice presa di coscienza che avviare un discorso socialista richieda oggi spostarsi su un terreno del tutto nuovo, lontano dalle macerie del socialismo italiano, e cominciare a lavorare dalle fondamenta per la costruzione di una soggettività che sia nuova seppur incameri l’insegnamento fatto di lotte, vittorie e sconfitte, dei decenni passati.

Avevamo capito alcuni anni fa che se il socialismo è la necessaria alternativa alla centralità del capitale, le soggettività politiche che in Italia ed in Europa si definivano socialiste erano ormai poco più che inutili aiutanti di quel mondo liberal-globalista che da diversi decenni si è andato instaurando ovunque. L’idea stessa del socialismo in quanto alternativa era stata tradita dall’interno e in modo definitivo.

Ora si tratta di ricostruire.

Il socialismo è l’alternativa al capitalismo. Il socialismo è un sistema della società che si basa sulla proprietà comune e sul controllo democratico dei mezzi e degli strumenti di produzione e di distribuzione della ricchezza nell’interesse dell’intera comunità (Partito Socialista del Regno Unito, 1904).”

La nostra opposizione

Ora che il nuovo Governo è al lavoro si deve continuare nel nostro lavoro di costruzione di una alternativa socialista con più vigore e forza.

La nostra opposizione dovrà essere costruttiva, programmatica, e dovrà puntare a ristabilire rapporti con le classi meno abbienti ad iniziare dai precari, dai lavoratori salariati e pensionati, non dimenticando che manca il lavoro ed esso deve essere creato assolutamente. E’ prioritario ridurre notevolmente l’esercito industriale di riserva.

Dovremo rispolverare termini arcaici ma attuali come coscienza di classe e lotta di classe, e spiegare al pezzo d’Italia che vive in miseria, tra pensioni minime e lavoro precario, che le ricette di Lega e M5S, così come ieri di Pd e Forza Italia, non sono mai state a loro vantaggio ma a vantaggio delle classi più ricche. Dovremo riprenderci le classi sociali meno abbienti e divenire il loro punto di riferimento.

Dovremo parlare di netto abbassamento dell’IVA, di patrimoniale, di vigorosa ridistribuzione della ricchezza. Dovremo parlare di rendere pubblico il sistema bancario, in un contesto italiano oppure europeo. Dovremo discutere ed esigere che la politica monetaria diventi strumento della politica, non indipendente da essa. Ecco alcuni dei tanti punti di programma da portare avanti.

E, soprattutto, dovremo tutti cominciare a partecipare attivamente alla vita politica e partitica se si vuole realmente cambiare in meglio, non in peggio.

La sinistra è probabilmente morta. Il socialismo no!

@ConvSocialista #socialismo #ideologiasocialista

Governo: oggi come ieri la nostra opposizione rimane netta

“Oggi come ieri, ieri come oggi la nostra opposizione rimane netta.
Ieri ci opponevamo alle politiche liberiste ed elitarie dei Governi a guida PD. Oggi e domani ci opporremo alle politiche reazionarie e populiste del probabile Governo M5S-Lega.
La nostra via è radicalmente socialista, ovvero anti-liberista, per una Europa sociale e democratica. Socialista.”
Manuel Santoro, segretario nazionale

@ConvSocialista #ideologiasocialista #convergenzasocialista

TRE OBIETTIVI SOCIALI PER IL LAVORO E LA PREVIDENZA

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte IV

Persona al lavoro e previdenza della persona

Per sostenere concretamente il mondo del lavoro occorre puntare su tutti gli strumenti che tutelano il ciclo lavorativo della persona (istruzione, formazione di base, inserimento, aggiornamento professionale, formazione continua, riqualificazione). Le diverse fasi del ciclo vanno incluse, ognuna per la propria parte di contributo, all’interno della copertura previdenziale che apre e chiude l’attività lavorativa, senza soluzione di continuità grazie anche all’intervento dello Stato nei periodi di perdita del lavoro; in tali momenti la persona entra in un ciclo attivo di riqualificazione e reinserimento assistito, non passivamente, in cui anche il voucher è uno strumento la cui validità deve essere fissata in ragione della sua natura incidentale e integrativa dei periodi iniziali, finali e accidentali del lavoro, non certo strutturali dello stesso.
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PIU’ POLITICA, PIU’ SOCIALISMO. E’ TORNATO IL TEMPO DELLE RIFORME DI STRUTTURA

di Manuel Santoro

Il Socialismo è la sinistra. Esso è struttura, è corpo e anima insieme. E’ l’antitesi, ideologicamente intesa, del capitalismo. Sino a quando la sinistra non inizierà ad interrogarsi su 1) chi è, 2) cosa vuole fare da grande, non vedrà mai la luce. Il socialismo può certamente schiarire le menti di chi ancora pensa che non si debba menzionare per pudore o per vergogna, ma sicuramente consente di vedere con più acutezza il percorso da seguire. Dopotutto non si passa mai all’azione senza aver fatto i conti con la teoria, con il pensiero. L’azione senza un precedente pensiero compiuto e definito è come camminare al buio, senza punti di riferimenti, in un infinito ‘trial & error’. D’altro canto, il pensiero senza azione è pura accademia che non consente di conoscere la giustezza delle proprie tesi. Ma insieme, pensiero e azione, si combinano magnificamente permettendo al pensiero di aggiustarsi (fine-tuning) grazie ai riscontri dell’azione.
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CHIAMATA PER L’ALTERNATIVA POLITICA IN ITALIA. COSTRUIAMO IL NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Convergenza Socialista chiama a raccolta associazioni, movimenti, partiti politici, gruppi locali, donne e uomini, interessati alla costruzione di un network per l’alternativa politica in Italia.

Su alcuni punti ‘minimi’:

Europa

In Europa dobbiamo lottare contro le politiche di austerità sin qui adottate, promuovere ed ottenere il primato della politica sulla finanza, chiedere con forza la realizzazione di un’Europa politica, non tecnocratica. E’ altresì fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, dalla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, dall’utilizzo del QUARS o altro indice qualitativo, alternativo al PIL, anche in chiave europea, come papabile indice per descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità.

Italia

Ripensare le politiche di governo, locale e nazionale, in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne.
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DIRITTO NATURALE E DIRITTO POSITIVO NELLA REALTA’ CONTEMPORANEA

di Giorgio Pizzol

Esaminando la storia delle dottrine per mezzo delle quali gli studiosi di filosofia, di politica, di dottrine giuridiche, hanno cercato di individuare i fondamenti del “diritto” (dell’insieme delle norme che devono regolare il vivere in società degli esseri umani) incontriamo due grandi correnti di pensiero che si pongono reciprocamente in antitesi: la corrente del diritto naturale o giusnaturalistica e la corrente del diritto positivo o giuspositivistica.

In questa sede non parleremo delle molteplici articolazioni nelle quali ognuna delle due correnti sopra indicate si è espressa nelle varie epoche storiche. Il nostro discorso si limiterà, per ragioni di tempo, ad una descrizione schematica delle tesi principali che ciascuna scuola di pensiero ha sostenuto in merito ai fondamenti del concetto di diritto; e ad alcune riflessioni sul significato teorico e pratico del dibattito su tali tesi ai giorni nostri.
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BONUS O INVESTIMENTI. METODO SCIENTIFICO E COMUNICAZIONE MEDIATICA

di Renato Gatti

L’era berlusconiana ci ha lasciato, oltre a risultati politici ed economici discutibilissimi e problematici, una eredità culturale che ha segnato un mutamento nel senso comune del nostro Paese. Tale eredità si connota, a mio parere, su due componenti che sono complementari l’una con l’altra: la personalizzazione della politica e la cultura della comunicazione.

Queste due componenti sono divenute costanti culturali nel pensiero e nel senso comune, in modo tale per cui oggi sono entrati nei paradigmi del nostro modo di pensare e soprattutto non sappiamo, ma direi meglio, non ci pensiamo neppure di sottoporre a critica.

Oggi parliamo sempre più di leaders e sempre meno di idee e programmi di cui questi leaders sono portatori, e la “comunicazione” è divenuta lo strumento quasi unico nel processo di ricerca del consenso, in particolare di quello elettorale. Un leader che comunica bene, che ha un suo stile di comunicazione è la premessa per la fondazione di un partito politico al di là e prima dei suoi programmi.
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