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Manovra. Santoro (CS): il Governo a passo di gambero

“Salvini e Di Maio, includendo anche Conte nel ragionamento, ci ripensano. Non più una linea da duri e puri in Europa ma sulla manovra, ora, si può ragionare”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Il rapporto deficit/Pil del 2,4% non è più intoccabile ma, visto la bocciatura della manovra da parte dei tecnocrati europei, un ritocchino al ribasso, secondo loro, ci può stare. Dopotutto, come abbiamo già avuto modo di dire, questo Governo è forte con i deboli e debole con i forti. E la nomenclatura europea, i guardiani del liberismo globalista, sono forti.”

“Il governo, quindi, per salvare la faccia per un dietrofront palese, si nasconde dietro il ‘non difenderemo i numerini’, i decimali. Jean-Claude Juncker è stato chiaro con il premier Conte e il Ministro dell’Economia Tria, ovvero si deve abbassare quel 2,4%. E avevo detto sin da subito che quel 2,4% era molto timido in termini di investimenti mentre si focalizzava sulle promesse elettorali strabilianti dei partiti di governo. Ma sul serio si pensa che la flat tax giovi ai 5 milioni di poveri assoluti di questo Paese? Oppure, come è certo, ai piccoli capitalisti del nord, elettori accaniti della Lega? Si pensa veramente che il reddito di cittadinanza serva per attutire i morsi della fame di chi è in difficoltà, oppure per gestire gli elettori del M5S?”

“Il buon senso e la ragionevolezza di oggi sostituiscono il duro e il puro di ieri”, conclude Santoro, “e vedremo nelle prossime settimane se sarà un bluff oppure una ritirata bella e buona.”

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Procedura d’infrazione. Santoro (CS): ci ritroviamo tra una lettera di Babbo Natale e un futuro d’austerità

“Mentre un Ministro della Repubblica, Salvini, aspetta la lettera di Babbo Natale, il vicepresidente della commissione UE, Dombrovskis, ci dice che con un debito così elevato si rischia una nuova austerità”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Diciamo che questo governo se la sta giocando proprio male la partita con l’Europa. Nessuna strategia. Tattiche di conseguenza confuse. Io spero solo di non ritrovarmi un Monti 2 oppure un Cottarelli a breve.”

“Non amo affatto questa Europa così come è strutturata ed organizzata. Lavoriamo, quindi, per modificarla completamente, dalle fondamenta, ad iniziare dai trattati europei. Ed è per questo semplice motivo che un membro del Governo, un vicepresidente del Consiglio e Ministro della Repubblica non deve ‘attendere’ lettere da Babbo Natale ma fare in modo di non riproporre in Italia quanto successo in Grecia. Sparlare senza capire un fico secco delle possibili conseguenze di una procedura d’infrazione significa essere incoscienti, non di certo politici oppure, addirittura, statisti.”

“La partita con l’Europa è reale, tangibile. Ha effetti veri e seri su tanti aspetti della vita reale di milioni di persone”, continua Santoro. “Essere contro questa Unione Europea, come noi, essere consapevoli delle storture, inefficienze, diseguaglianze create dall’impalcatura della moneta unica, come noi siamo, significa pensare ad una strategia per uscire fuori da quello che è a tutti gli effetti una trappola. Non significa starnazzare sull’uscita dall’euro, in un confronto da bullo tra bulli, ma freddamente analizzare la situazione e trovare la soluzione migliore.”

“L’Italia è al palo, ferma. Non cresce e ha un debito pubblico voluminoso”, conclude Santoro. “Non vi è dubbio che per sbloccare la situazione ci sia bisogno di sostenere la domanda aggregata, partendo dai consumi per colpire povertà e disoccupazione. L’Italia deve avviare politiche espansive, politiche pesantemente riformatrici, ma non mi pare che questo governo ne abbia capacità e volontà tranne che per qualche timido tentativo. Assisto invece ad un balletto tra la incombente necessità di attaccare la povertà e la disoccupazione ormai a livelli critici (siamo a 5 milioni di poveri assoluti, se non ricordo male) e la ricerca del consenso attraverso la realizzazione di promesse elettorali che richiedono risorse le quali andrebbero meglio utilizzate in altro modo. Servono politiche radicalmente riformatrici, che permettano l’avvio di un processo di cambiamento strutturale in Italia ed in Europa, l’avvio di modiche sostanziali sia alle modalità di produzione che di distribuzione della ricchezza. Modifiche, per finire, che ci permettano di intraprendere il cammino verso una diversa organizzazione della società, verso una società socialista.”

Salvini e sovranisti. Santoro (CS): forti con i deboli, deboli con i forti e fifoni con i veri padroni

“Oggi abbiamo avuto modo di assistere alla processione di polizia e di ruspe per l’operazione di sgombero del campo per i migranti gestito dall’associazione Baobab Experience di Roma”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Uno sgombero in cui centinaia di persone sono state identificate e alle quali non è stata data alcuna indicazione di quale sarà il loro futuro.”

“Tutto questo mentre il sovranista Salvini commentava con gioia ‘dalle parole ai fatti’ oppure ‘zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate’. Facile con i deboli, vero Ministro Salvini?”

“Perché non dite e fate lo stesso con i militanti di Casapound? Perché non dite a costoro di sloggiare dall’edificio abusivamente occupato da tanti anni?”, continua Santoro. “Oppure ditelo agli americani, alla Nato, i veri padroni, di lasciare le basi in Italia e di portarsi appresso le bombe atomiche ‘abusivamente’ dislocate nel territorio italiano. Paura, vero? Non una parola su questo fronte dal sovranista ‘fifone’ Salvini. Troppo facile con i migranti. Vediamo pure la veemenza del sovranismo di Salvini e di Meloni in azione, quando si tratta di essere veramente sovrani, ovvero di contrapporsi con forza agli americani e alla Nato.”

“Silenzio tombale”, conclude Santoro. “Come volevasi dimostrare i Salvini di noialtri sono forti con i deboli, deboli con i forti e fifoni con i veri padroni dell’Italia.”

Emergenza. Santoro (CS): i condoni hanno distrutto l’Italia

“La lista dei condoni è certamente lunga e questo Governo sta facendo di tutto per allungarla ulteriormente”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “I disastri che hanno colpito la nostra penisola in questi giorni sono il frutto di decenni di malaffare, e di un tessuto culturale truffaldino che costantemente vede nel condono la soluzione immediata a mali strutturali. Il condono denominato ‘pace fiscale’ e il condono su Ischia sono misure che contribuiscono a distruggere quello che è rimasto della credibilità della classe politica.”

“Le misure di questo Governo in materia di condoni confermano che la classe politica non può distinguersi tra onesti e disonesti, poiché le donne e gli uomini che in questo frangente storico stanno servendo il Paese sono il frutto di un terreno culturale predominante. Esattamente come chi ha servito in passato, l’aspetto culturale vince sui proclami di onestà delle forze politiche presenti nelle istituzioni repubblicane.”

“Non c’è nessun cambiamento con questo Governo”, continua Santoro, “ma solo escamotage lessicali per distrarre gli elettori dalla verità. Ricordiamo tutti lo scudo fiscale del Governo Berlusconi del 2009, promulgato per gli evasori con i soldi all’estero. Ricordiamo tutti il condono Tremonti del 2003 e l’entusiasmo dell’allora ministro delle finanze il quale dichiarava di un ritorno alla legalità, di un successo del Governo. Di Maio, Salvini e Conte useranno le stesse parole poiché, ne sono sicuro, rivendicheranno il successo per i condoni approvati.”

“Attendiamo, quindi, altri condoni”, conclude Santoro, “e aspettiamoci un’Italia sempre più sommersa dal degrado ambientale, dalla furbizia fatta policy di governo e dalle tragedie come quelle degli ultimi giorni”.

L’unica Europa possibile è socialista

È evidente a tutti come la fetta di popolazione più indifesa sia oggi molto più impoverita rispetto a dieci anni fa.

È altresì evidente come la classe media abbia subito uno smottamento sensibile verso il basso e che la ricchezza si sia andata concentrando in poche mani.

La responsabilità è di tanti, ad iniziare dagli ultimi governi, e di questa Europa, certamente costruita male ma sviluppatasi malissimo. Non mi stupisco, quindi, che solo il 44% degli italiani, oggi, voterebbe per restare nell’Unione Europea.

Salvini e Di Maio renderanno probabilmente il Paese più povero e, ovviamente, sono da considerarsi un serio problema, non certo la soluzione.

L’unica soluzione rimane il socialismo. L’unica Europa possibile è socialista.

Manuel Santoro

Riace. Santoro (CS): l’arresto di Lucano in un Paese sommerso dal malaffare con un ministro incompetente

“Con tutti i corrotti, i corruttori, i ladri, gli evasori, tutti italianissimi, con la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta pienamente operative e tutto Made in Italy si intende, la guardia di finanza arresta Mimmo Lucano. Che colpo! Complimenti”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Ora sì che si intravede il Paese che piace a Salvini e Di Maio. Ora sì che l’Italia sarà più sicura, finalmente immune dal malaffare. Sono mesi che la retorica del Governo, di chiara natura salviniana sulle questioni dell’immigrazione, distrae le masse usando l’escamotage dei migranti e millantando un inesistente contrasto alle mafie e al malaffare. Tutto fumo e niente arrosto, Ministro Salvini.”

“Eppure di ladri, corrotti e corruttori nel centrodestra ne abbiamo conosciuti e ne conosciamo diversi”, continua Santoro, “qualcuno è anche stato capo di Governo e Ministro. Ricordiamo con fermezza, sempre, da dove viene Salvini, chi è Salvini, chi sono i suoi compagni di merenda all’interno della coalizione di centrodestra. Ricordiamo sempre le condanne passate in giudicato.”

“La mia idea tra onestà e malaffare, tra italiano e straniero non cambia”, conclude Santoro, ”e rimango dell’opinione che è sempre meglio un immigrato onesto che un italiano ladro, corrotto, corruttore…evasore”.

Manovra. Santoro (CS): condivisibili alcuni passaggi, uno necessario, altri per niente, e manca una strategia di lungo periodo sul debito

“Per poter commentare in modo sobrio l’accordo sul Def dobbiamo considerare tre condizioni al contorno”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Primo, questa Europa non ci piace. Sintetizzando, la combattiamo politicamente poiché ideata ed eretta per i forti e contro i deboli. Secondo, questo Governo non è ovviamente socialista e, di conseguenza, non è il nostro, e come ogni Governo va giudicato nel merito proponendo alternative di politica economica, sociale, ecc. Terzo, abbiamo un debito pubblico enorme e, a meno che non si voglia il default, esso va ripagato nel tempo e le risorse per una sua riduzione drastica devono essere, quindi, trovate.”

“Alcuni passaggi dell’accordo sul Def possono anche essere condivisibili, come il risarcimento per i risparmiatori truffati dalle banche, il superamento della legge Fornero, la soglia di 780 euro per le pensioni minime (questa per me necessaria), ma nel complesso è il misto tra una mancanza di progetto di Paese e il soddisfacimento di promesse elettorali costosissime che potrebbe essere dannoso nel lungo periodo per l’Italia.”

“È evidente che c’è un grave problema di ridistribuzione della ricchezza, una cronica mancanza di lavoro, un trasferimento ormai consolidato di tutto quello che dovrebbe essere pubblico in mano ai privati (scuola, sanità, banche, infrastrutture, ecc).”

“Il nostro compito è riattivare la domanda aggregata, ovvero consumi, investimenti e spesa pubblica”, continua Santoro. “Una patrimoniale seria, per esempio, sarebbe uno strumento di riduzione sostenuto delle diseguaglianze e ciò permetterebbe di riattivare i consumi e, quindi, la produzione e l’occupazione. Se deficit ci deve essere, inoltre, sia fatto per gli investimenti in modo tale da sfruttare l’effetto moltiplicatore sul PIL.”

“E per finire”, conclude Santoro, ”eviterei tagli alla spesa pubblica su settori chiave, che intaccano la vita e le tasche dei cittadini. Invertirei la rotta, soprattutto sulla sanità.”

L’alternativa a Lega/M5S non è nel passato

“Lega e M5S si assestano all’incirca al 30%. Swg rileva il Carroccio addirittura al 32,2%.”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Una crescita di consenso che viene da lontano, dai tanti errori politici compiuti negli anni da parte di chi, oggi, vorrebbe contrapporre un fronte oppure una lista alternativa, “progressista” o dei progressisti…chiamatela come più vi aggrada.”

”Non mi sembra, però, di aver visto alcun progresso negli anni passati”, continua Santoro, “quando si tagliavano diritti nel mondo del lavoro, si depotenziava lo statuto dei lavoratori, si introducevano riforme reazionarie come il Jobs Act e la legge Fornero.”

“L’alternativa non è nel PD, nella Boldrini, in Bersani”, conclude Santoro, “insomma in quello che fu e che, spero, non torni più. L’alternativa è tutta da costruire e dovrà essere socialista, ovvero opposizione politica, culturale e ideologica sia al presente che al passato.”

Salvini lo si batte nel portafoglio

Non riusciremo a battere Salvini sul terreno del conflitto/confronto tra diverse razze oppure tra diversi “status” giuridici, oppure tra diverse nazionalità.

Questo tratto di linea politica non aiuterà l’emersione nel paese di un consenso alternativo.

Dobbiamo evitare di essere messi all’angolo e di inseguire la retorica salviniana di uno scontro razziale.

Salvini lo si batte nel portafoglio, sul terreno cioè del conflitto tra classi sociali, facendo capire a chi lavora, a chi è precario oppure a chi cerca lavoro che la Lega non farà mai i loro interessi e in un conflitto tra interessi diversi preferirà sempre il capitalista al lavoratore.

Manuel Santoro

Caro Presidente Mattarella, nessun paletto su questa UE e NATO

Il Presidente Mattarella dovrebbe comprendere, prima di mettere paletti su (questa) Unione Europea e sulla NATO, che è stato eletto nel 2015 da un Parlamento, in seduta comune, spazzato via dalla volontà popolare.

Al netto delle ultime giravolte di Di Maio su questi due punti, gli italiani sono sempre più convinti che di debba profondamente cambiare i Trattati europei e uscire dal cieco e becero atlantismo.

Quindi, caro Presidente, niente paletti e si rispetti pienamente il voto ‘politico’ del 4 Marzo.