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CHE CI ASPETTA NEL 2018. I C.C.F. SONO LA RISPOSTA?

di Renato Gatti

Che ci aspetta nel 2018

Benché si parli di ripresa, debole ma ripresa, benché ancora una volta si affermi di essere usciti dal tunnel, benché segnali positivi si leggono in alcune statistiche, ma non in tutte, le preoccupazioni per il 2018 sono cupe per le seguenti ragioni:

  • Le elezioni in Germania aumentano le spinte a proseguire nell’austerità;
  • Le nuove norme sugli NPL rischiano di restringere il credito che le banche potranno erogare alle imprese;
  • La fine del Q.E. cesserà di farci aiutare da tassi di interesse vicini allo zero;
  • Le elezioni politiche italiane prospettano se non l’ingovernabilità, che non è esclusa, un governo debole e condizionato

Come conseguenza delle cupe ragioni sopra esposte, è facile prevedere la persistenza di investimenti pubblici e privati in difficoltà, consumi ancora restii a crescere, insomma se non deflazione, una deludente stagnazione.
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ILVA. SANTORO: LA PROPOSTA OSCENA DELL’AM INVESTCO SENZA ARTICOLO18 E ANZIANITA’

”L’accordo siglato tra i commissari straordinari e l’Am InvestCo Italy è stato sin da subito a danno dei lavoratori dell’Ilva”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “dopotutto come è pensabile che si accettino condizioni che prevedono 4-mila esuberi su 14-mila dipendenti? Evidentemente i commissari straordinari Gnudi, Laghi e Carruba non si sono messi troppo nei panni dei 4-mila dipendenti destinati alla cig straordinaria.”

“Oggi sappiamo che la cordata Am InvestCo prevede di assumere 9.930 dipendenti del Gruppo Ilva, mandando in esubero 4-mila persone, senza l’applicazione dell’articolo 18, poiché riassunti con il Jobs Act renziano e l’idiozia delle tutele crescenti, e senza alcuna continuità rispetto al rapporto di lavoro precedente per quanto riguarda trattamento economico e anzianità. In altre parole la cordata ArcelorMittal-Marcegaglia-Intesa Sanpaolo cerca lo scontro sociale e a queste condizioni certamente lo avrà.”
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L’EUROPA DEVE CAMBIARE! CHIAMATA PER UN FORUM EUROPEO DELLE FORZE PROGRESSISTE

tradotto da http://www.european-left.org/positions/news-archive/europe-must-change-call-european-forum-progressive-forces

Chiamata per un Forum europeo delle forze progressiste

Partito della Convergenza Socialista, firmatario della chiamata!

L’Unione Europea sta attraversando una lunga crisi, una crisi esistenziale. Tutti i popoli d’Europa, siano essi membri o meno dell’Unione, soffrono per le politiche di austerità e per le terribili ineguaglianze. La pace ed il clima sono minacciati.

Ne abbiamo abbastanza di questa Europa antisociale, autoritaria, tirchia ed egoista.

Non accettiamo che l’unica alternativa sia la competizione tra le forze populiste, xenofobe e nazionaliste di estrema destra che separano i popoli europei, e le forze che propongono un rafforzamento delle politiche neoliberali di austerità risultanti dai trattati. Questo meccanismo prepara o alimenta una tendenza autoritaria in molti Paesi dell’Unione, con la guerra di tutti contro tutti come unico futuro possibile.
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EUROPE MUST CHANGE! Call for a European Forum of Progressive Forces

Convergenza Socialista, signatory of the Call!

Call for a European Forum of Progressive Forces

The European Union is going through a long-lasting crisis, an existential crisis. All the peoples of Europe, whether or not they are members of the Union, suffer from austerity policies and terrible inequalities. Peace and climate are threatened.

We have had enough of this antisocial, authoritarian, greedy and selfish Europe. We do not accept that the only alternative would be competition between the populist, xenophobic and extreme right-wing nationalist forces separating European peoples, and the forces which propose a strengthening of the austeritarian neoliberal policies resulting from the treaties. This gear prepares or feeds an authoritarian trend in many countries of the Union, with the war of everybody against everybody as the only future.
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IL SISTEMA TARGET 2

di Renato Gatti

L’antefatto

Il 20 gennaio 2017 il presidente Draghi, rispondendo ad alcuni europarlamentari italiani, dichiarò espressanmente che in caso di uscita dall’euro di uno dei Paesi membri, i saldi Target 2 avrebbero dovuto essere regolati in pieno. Nello specifico l’Italia (ovvero la Banca d’Italia) avrebbe dovuto pagare 363 miliardi di euro, la Spagna 330, la Grecia 72. La Germania, invece, risultava creditrice verso il sistema Target 2 di 720 miliardi.

Il sistema

Semplificando possiamo considerare le banche centrali dei Paesei membri come banche succursali della banca centrale BCE, per cui se un esportatore italiano deve incassare euro dalla Germania il meccanismo di contabilizzazione avviene nel seguente modo: l’esportatore italiano riceve dalla sua banca l’importo del credito; la sua banca accede al conto di liquidità infragiornaliero presso la Banca d’Italia; l’importatore tedesco paga alla sua banca che a sua volta fa contabilizzare il suo debito presso la Bundesbank.
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IUS SOLI. SANTORO: CONVERGENZA SOCIALISTA E’ L’ANTI-LEGA

”Continuiamo con forza la nostra lotta per lo Ius Soli e continueremo ad incitare le forze politiche presenti in Parlamento affinché la legge passi e sia il più possibile vicina alla nostra proposta”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Su questo terreno siamo de facto l’opposizione politica alla Lega Nord e ai suoi accoliti”, continua Santoro. “Convergenza Socialista è oggi l’anti-Lega, poichè propone in modo chiaro che ‘tutti i nati nel territorio della Repubblica sono cittadini italiani e tale acquisizione è automatica e senza condizioni’. Questa è la nostra proposta di modifica dell’articolo 1 della legge 91/1992 la quale riprende quanto dettato dal XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America. Per una volta, quindi, prendiamo come esempio gli Stati Uniti”.

“Penso sia fondamentale che il partito porti avanti questa posizione a livello locale, comunale e municipale, facendo capire ai nostri connazionali che l’approvazione di una legge sullo Ius Soli è una questione di civiltà.”

“Inciteremo e sensibilizzeremo tutte le forze politiche che concordano con questa nostra posizione”, conclude Santoro, “e porterò personalmente il tema all’attenzione dell’Europa, ad iniziare dal Forum organizzato dal Partito della Sinistra Europea che si terrà a Marsiglia a Novembre e che vedrà la nostra partecipazione.”

CORBYN. SANTORO: LA GIUSTA VIA AL SOCIALISMO NEL REGNO UNITO

“A chiusura dell’annuale congresso del Labour, il discorso di Corbyn mette in evidenza alcuni passaggi importanti che meritano di essere enfatizzati”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “ad iniziare dalla rievocazione del ‘Socialismo del XXI secolo’ sino ad arrivare al passaggio sulla centralità del socialismo in quanto da considerare ‘mainstream’, vale a dire centrale, acquisito, realizzato come alternativa al modello neoliberista.”

“E’ certamente vero che il centro di gravità politico di un Paese è mobile, e nei decenni passati si è sempre più spostato verso destra. Ora è il momento giusto per una inversione di rotta deciso. Penso che ci stiamo avviando verso una ripresa della coscienza socialista spendibile solo in termini di alternativa al neoliberismo e al capitalismo. Qualsiasi altro approccio, moderato e pro-establishment nella linea politica e nei punti di programma, sarebbe devastante così come lo è stato per la Spd e il Partito Socialista francese.”

“I punti di programma sui quali vi è convergenza con Corbyn sono noti e alcuni sono stati ribaditi durante il suo discorso”, continua Santoro. “Investimenti pubblici, nazionalizzazione delle imprese strategiche come acqua, energia, trasporti. E istruzione pubblica e gratuita. Su questi temi si può cambiare il Regno Unito e l’Europa”.

“Penso che per il socialismo anti-liberista e anti-establishment ci sia la possibilità di una ripresa in Europa”, conclude Santoro. “Una ripresa che richiederà solidarietà, tanto internazionalismo e un allontanamento sostenuto dalla cultura della privatizzazione.”

IUS SOLI. SANTORO: LA LEGGE DEVE PASSARE IN QUESTA LEGISLATURA

“La legge sullo Ius Soli deve passare ora. Confermiamo, quindi, la posizione del nostro partito relativamente alla legge in discussione in Parlamento la quale, seppur diversa rispetto a quanto da noi proposto, sarebbe certamente un passo in avanti che non può più essere rimandato”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Non riteniamo quindi ricevibile la posizione di AP e di Alfano, e speriamo che il Parlamento arrivi ad un rapido voto positivo sulla legge, in modo tale da smorzare i finti fervori delle destre e dei conservatori, e favorire l’integrazione nel nostro Paese.”

“Successivamente, durante i lavori della prossima legislatura, faremo in modo di spingere le forze politiche presenti in Parlamento verso un miglioramento della legge che, secondo la nostra proposta, deve divenire semplice ed immediata: tutti i nati nel territorio della Repubblica sono cittadini italiani e l’acquisizione della cittadinanza deve essere automatica e senza condizioni”, continua Santoro.

“L’Italia ha bisogno di un cambio di passo su questo tema”, conclude Santoro, “e sono sicuro che la nuova legge sia urgente, non più rinviabile. Sarebbe politicamente sbagliato attendere la prossima legislatura, così come sarebbe sbagliato pensare che votandola oggi si dia una mano a Salvini e ai suoi pasdaran. E’ proprio la paura del voto che rende più forte la destra e l’intero mondo conservatore del Paese”.

APPARTENENZA, APPARTENENZA E APPARTENENZA. SIAMO ‘CONVERGENTI SOCIALISTI’, NON ‘SOCIALISTI’

Essere un ‘convergente socialista’ oppure un ‘socialista’ non è la stessa cosa. A noi interessa l’appartenenza al 100% al nostro progetto politico.

Convergenza Socialista non segue assolutamente il modus operandi di altri ‘soggetti socialisti’ i quali, senza popolo e senza voti, pensano alle politiche del 2018 e a come entrare nelle calde stanza delle istituzioni.

Noi di Convergenza Socialista dobbiamo seguire una nostra strada tracciata da tempo, una strada alternativa nei modi e nei metodi, che seppur con una nostra visione globale ed una collocazione precisa in Europa, inizia dal lavoro territoriale, dalla costituzione dei gruppi locali, dalla formazione della classe dirigente, non socialista ma di Convergenza Socialista, dall’apertura di sezioni nei territori.
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MARGINALITA’ E PROGRESSIVITA’

di Renato Gatti

Premessa

La legge dell’utilità marginale decrescente afferma che l’utilità totale aumenta al consumo di dosi successive di un certo bene, ma con incrementi progressivamente decrescenti.
Il criterio della marginalità è alla base della teoria soggettivistica del valore, elaborata dagli economisti neoclassici o marginalisti, in particolare da Jevons (1871), Menger (1871), Walras (1874). Poichè l’utilità di ogni successiva unità di consumo è via via minore, il valore di un bene non è rappresentato tanto dal valore d’uso dello stesso, quanto dal suo valore di scambio, il quale dipende dai gusti del consumatore e dalla scarsità dello stesso.

I marginalisti abbandonano la teoria del valore-lavoro dei classici (Smith e Marx) sostituendola con una taeoria del valore basata sull’utilità marginale.
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