Archivi tag: sociale

LA BISTRATTATA ACE

di Renato Gatti

Premessa

Nella fase matura del nostro miracolo economico, la richiesta che veniva dal mondo capitalistico ed imprenditoriale era quella che richiedeva di non tassare gli utili reinvestiti.

Sembra abbastanza condivisibile, o almeno lo è da parte mia, che gli utili che restano in azienda e vengono reinvestiti (ci sarebbe eventualmente da discutere sul come vengono reinvestiti) abbiano un trattamento preferenziale rispetto a quelli distribuiti.

Va anche detto che a quei tempi, siamo prima della riforma fiscale di Tremonti, il presupposto principe per la imposizione fiscale era la distribuzione dei profitti e non la produzione di essi. Ciò significa che i profitti d’impresa non erano tassati al momento in cui erano prodotti e rimanevano all’interno dell’impresa, ma al momento in cui ne uscivano sotto forma di dividendi. Questo principio eticamente corretto, venne scavalcato dal pragmatismo delle esigenze di cassa dello Stato. Per aiutare il gettito, si istituì una imposta sulle imprese da considerarsi quale acconto su quanto avessero percepito successivamente. i prenditori di dividendi. Stante questa impostazione fu previsto che nella tassazione del socio percipiente di utili, il calcolo dell’imponibile includesse il dividendo ricevuto al lordo della tassazione avvenuta in impresa, di modo che la progressività dell’imposta non tenesse conto dell’acconto pagato dall’impresa per conto del prenditore di dividendi. Ricostruito così l’imponibile totale, definite le fasce di progressività e applicate le aliquote conseguenti, si determinava l’importo di imposte da pagare cui venivano sottratte le imposte già pagate dall’impresa per conto del prenditore di dividendi. Insomma per esigenze di cassa dello Stato le imprese venivano obbligate ad anticipare imposte altrui molto tempo in anticipo rispetto allìeffettiva erogazione dei dividendi.
Continua a leggere LA BISTRATTATA ACE

ARGINARE LE PRIVATIZZAZIONI? UN IMPEGNO, MA LE PAROLE NON BASTANO

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

La teoria del complotto ha prodotto, è vero, affermazioni molto sconcertanti, a volte eccessive e fantasiose, ma è difficile trovare un nome diverso per quello che l’asse Formigoni-Maroni sta perpetrando a danno della Sanità e del Welfare Lombardo. Per ora il fenomeno è regionale, come la proposta, ma si sa, la Lombardia è, come la Sicilia per altri aspetti, laboratorio alchemico, banco di prova.

A questo si uniscano i pruriti autonomisti-indipendentisti dell’attuale interprete principale (e del suo staff o giunta che dir si voglia) ed una brutta controriforma … ampiamente fuori dai limiti della costituzionalità, unicamente tesa all’affermazione del privato a danno (procurato ed evidente) del pubblico diventa una mina vagante pericolosissima. Un precedente dannoso ed incivile.

La sostanza della deforma cancella i pilastri fondativi della Riforma Sanitaria n.833 del ’78, che già, per molti aspetti liberava le mani al privato.
Continua a leggere ARGINARE LE PRIVATIZZAZIONI? UN IMPEGNO, MA LE PAROLE NON BASTANO

MONETA, DEBITO E DERIVATI. LA TRANSIZIONE DI FASE IN ATTO NEL CAPITALISMO

di Manuel Santoro

Il mondo sta cambiando velocemente e nuovi scenari si aprono davanti a noi. L’involuzione del capitalismo moderno è stato rapido e molto doloroso per miliardi di esseri umani. La metamorfosi ancora in atto del capitalismo dalla sua fase produttiva a quella finanziaria è stata un cambio di paradigma che ancora la sinistra non riesce ad assorbire. Il capitalismo è divenuto post-capitalismo o neo-liberismo e si avvia ad assumere i connotati dell’ipercapitalismo, vale a dire salire da un contesto prettamente economico, globalizzato e uniformato, in cui la politica cerca ancora di sopravvivere e di non genuflettersi completamente ponendo resistenza, al controllo diretto delle masse. La via è spianata poichè testimoniamo non solo una crescente accumulazione di ricchezza in pochissime mani, ma una concorrenza su singoli prodotti, a livello globale, tra pochissime realtà multinazionali oppure un assoluto regime di monopolio mondiale. Non mi riferisco solo ai beni di consumo come, per esempio, i cellulari, ma al cibo, alla farmaceutica, alle risorse disponibili nel pianeta.

Quando il capitalista era l’imprenditore, egli usava il proprio capitale per per finalità produttive e il risultato era la produzione di un bene reale. Nel tempo il capitalista/imprenditore è stato travolto, il suo portafoglio prosciugato, e il suo capitale veicolato dai canali della produzione in quello della finanza. E’ emersa, quindi, la figura del nuovo capitalista per eccellenza, colui che detiene oggi il capitale che autogenera attraverso l’uso degli strumenti finanziari. Questo capitale non produce beni ma altro capitale il quale non ha barriere, confini. E’ globale.
Continua a leggere MONETA, DEBITO E DERIVATI. LA TRANSIZIONE DI FASE IN ATTO NEL CAPITALISMO

FRANCIA. SANTORO: ORA DOBBIAMO BATTERE MACRON DA SINISTRA

“In Francia perde la destra nazionalista e xenofoba ma non vincono la solidarietà e la giustizia sociale”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “e sarei molto attento a non sottovalutare il risultato di Le Pen, la quale ha ottenuto ieri il 34% dei voti correndo contro tutti. Contro quasi tutto lo schieramento politico nazionale ed internazionale, contro la quasi totalità dei media”.

“A mio avviso sarebbe un errore politico sottovalutare, come mi pare si stia già facendo, il risultato in termini di voti di Le Pen. E’ un risultato che se non arginato potrebbe rivelarsi travolgente fra cinque anni, tenendo anche conto delle politiche reazionarie e liberiste che il neo-Presidente Macron metterà in atto in Francia. Mi aspetto tante manifestazioni, tanto dissenso, tanto malessere tra le fasce della popolazione francese meno abbienti, e questi eventi non faranno altro che accrescere la forza di contrapposizione della destra nazionalista francese.”
Continua a leggere FRANCIA. SANTORO: ORA DOBBIAMO BATTERE MACRON DA SINISTRA

UN INIZIO DI DISCUSSIONE SULLA TEMATICA DELL’ANZIANO IN QUESTO PAESE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Nelle società pre-capitalistiche, si badi non necessariamente migliori, il ruolo dell’anziano era sacrale.
Quest’importanza, anche molto discutibile in alcune sue fasi paternalistiche, arrivò a lambire gli inizi del ‘900, dove la civiltà contadina aveva ancora una sua caratteristica ed importanza. L’anziano in quelle organizzazioni aveva ruoli di potere, persino eccessivi, tanto è vero che, con la parola “anziano” ancora oggi si identificano ruoli di garanzia e di controllo in molte libere associazioni di umani. Sebbene non sempre chi li ricopre sia effettivamente una persona di età avanzata.

È quindi della modernità e del liberismo Maltusiano l’atteggiamento di dimenticanza-sfruttamento della figura dell’anziano.

In una società dei diritti la cura non è più compito della sola famiglia o del clan o del gruppo essa viene, giustamente, addossata alla società. Forse per questo, con l’aumento della vita media ed i diritti pensionistici si arriva, gradualmente allo stato attuale dell’anziano, concepito come peso sociale, come ostacolo alla circolazione del lavoro giovanile e peggio come pacco a perdere un onere gravoso ed inutile che è meglio non avere. Poco importa che proprio gli anziani siano gli artefici ed i creatori manuali di questo sistema e delle sue fondamenta.
Continua a leggere UN INIZIO DI DISCUSSIONE SULLA TEMATICA DELL’ANZIANO IN QUESTO PAESE

NON È AFFATTO CASUALE. RIFLESSIONI SUL MAINSTREAM E I SUOI SILENZI

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Non è un caso che il Mainstream veicoli, anche fingendo di non farlo o addirittura di ostacolarle, delle “immagini” precise del dissenso. Da una parte il populismo più becero, dall’altra una immagine dell’area Socialista (non la chiamerò sinistra … non ha senso) stereotipa e sotto certi aspetti fissa ed incapace di mutare realmente rinnovandosi nel profondo. Fa gioco al sistema confinare la rabbia in queste due scatole, vanificando il ribellismo in un populismo facilmente manovrabile da una parte e limitando i danni con una immagine 900centesca dell’area alternativa al potere dall’altra. Si sceglie, quindi, di non dare né visibilità né voce agli embrioni di “pensiero socialista” realmente incisivo per valorizzare, invece, le contorsioni di una pseudo-sinistra codista, cameriera, stolta del Sistema e dell’Europa. Non si valorizzano, semplicemente non parlandone affatto, le azioni di auto-organizzazione e solidarietà, di mutualismo e circolarità. Si tacciono e si celano nel silenzio le vere novità e l’ascolto attento di quelle aree “socialiste” che hanno compreso di dover ricominciare dai territori e dall’alfabetizzazione dei motivi reali e dei bisogni.

Si ostacolano anzi, privandole di respiro e di possibilità economiche, mentre si permette di sbraitare occupando lo spazio dell’antagonismo e dell’opposizione ora a questo ora quel Guru, organico e controllabile dal sistema. Risulta ovvio che così facendo si rende doppiamente difficile e senza prospettive reali il lavoro di chi crede ed adotta metodi realmente a-sistemici e fa proposte di reale cambiamento.
Continua a leggere NON È AFFATTO CASUALE. RIFLESSIONI SUL MAINSTREAM E I SUOI SILENZI

L’ALLEANZA LATINO-MEDITERRANEA

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Quest’ Europa è matrigna, ormai ce ne siamo ben resi conto. Il sogno originale dell’Unione fra i popoli, della federazione che controbilanciasse in senso socialista e civile la tracotanza e lo strapotere dei “Gendarmi del Mondo” è decisamente fallito, sull’altare di un “ragionierismo filo-nazista”.

Sì è perso, forse in modo definitivo, in un modello liberista e crudele, che non ama i propri popoli e predilige grandemente le proprie banche. Lanciato in logiche di mercato, folli e disumane che, implicitamente e in segrete stanze, arrivano a teorizzare la depopolazione come forma di recupero della sostenibilità e come risposta all’immanente arrivo della robotica antropomorfa.

Le risposte elaborate dai sovranisti e dai nazionalisti, spesso alleati su discorsi pericolosamente di destra (e dico destra per comodità di comprensione, ma dovrei meglio definirli falsamente innovativi ma profondamente conservatori) sono non risposte. Pericolosamente orientate ad un ritorno al passato ed alla rinascita dei confini e degli stati nazione della fine dell’800.

Peggio alla sostituzione della élite europea e mondiale, con piccole e retrive élite nazionali, uniche padrone di monete presunte sovrane, dedicate ad autarchismi incrociati e difese di tradizioni presunte e campanili.
Continua a leggere L’ALLEANZA LATINO-MEDITERRANEA

SANTORO (CS): UN NUOVO STATO SOCIALE POICHE’ NON CI POSSONO ESSERE CITTADINI DI SERIE ZETA

“In uno Stato civile non ci possono essere cittadini di serie zeta”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “individui cioè spogliati dei più elementari diritti e mezzi di sostentamento. La crescente povertà, soprattutto quell’estrema, oltre a rappresentare una profonda ingiustizia sociale costituisce un’autentica mina collocata nelle fondamenta dello Stato.”

“Mentre il PD si accede sugli umori del ‘Compagno Zeta’, noi pensiamo al ‘Cittadino Zeta’, alla ‘Donna Zeta’, poiché abbiamo a cuore il destino del Paese e di tutti gli italiani”, continua Santoro. “Per superare la grave crisi economica occorre lavorare alla creazione, in Italia e in Europa, di un rinnovato welfare, un ‘Nuovo Stato Sociale’ capace di garantire con certezza e fermezza a tutti i cittadini la possibilità di nutrirsi, vestirsi, avere un tetto, curarsi, istruirsi e difendersi legalmente. Trattiamo qui della creazione di una rete di difesa dei diritti dell’uomo che consenta la definizione di una vera e propria impalcatura sociale da incentivare a qualsiasi costo e sacrificio. La priorità delle priorità’. E’ un’esigenza che riguarda tutti e andrà a beneficio di tutti, in termini d’inclusione sociale, capacità di spesa, sicurezza e sviluppo.”
Continua a leggere SANTORO (CS): UN NUOVO STATO SOCIALE POICHE’ NON CI POSSONO ESSERE CITTADINI DI SERIE ZETA

POLITICA. SANTORO (CS): TRA SCISSIONI E MUTAZIONI, TRACCIO LA VIA PER IL FUTURO DEL SOCIALISMO ITALIANO

“Un primo messaggio chiaro a tutti i socialisti italiani: proviamo a convergere”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “tenuto conto della grande confusione nel mondo PD, della possibile scissione in atto e della mutazione genetica di SeL in Sinistra Italiana?”

“La via da percorrere è per me chiara”, continua Santoro, “e cercherò di tracciarla nel modo più trasparente possibile. Questa mia proposta politica aspira a costruire ponti affinché si arrivi a una grande convergenza dei socialisti italiani su una piattaforma ideologico-politico-programmatica precisa. Una piattaforma socialista che viva e si nutra di autonomia. Quella autonomia che i socialisti, spesso, hanno buttato alle ortiche pensando erroneamente di portare il socialismo in luoghi dove il socialismo non avrebbe mai potuto vivere.”

“Il primo aspetto sul quale convergere è nel definire il campo ideologico del socialismo, senza il quale si è vele al vento, senza il quale si è in perenne confusione progettuale. E tra chi considera il socialismo come un velleitario esercizio blairiano che ha l’obiettivo di rendere il capitalismo umanizzato, accettabile alle fibrillazioni del moderatismo di sinistra e alla finanza internazionale, e chi considera il socialismo alternativo al capitalismo, obiettivo da raggiungere attraverso un processo progressivo, turatianamente gradualista, penso che noi dovremmo incamminarci sulla seconda via. Proprio per il suo carattere evolutivo, il socialismo dovrà passare da fermate transitorie nelle quali si renderà il capitalismo più umano e nelle quali si incentiverà una presa di coscienza generalizzata sull’alternativa possibile, ma non sarà questo il nostro fine. I processi riformatori delle politiche socialiste si fermeranno quando avranno esaurito la propria funzione edificante di emancipazione della persona all’interno di una società progredita, avendo certificato il superamento del capitalismo in tutti i suoi risvolti.”
Continua a leggere POLITICA. SANTORO (CS): TRA SCISSIONI E MUTAZIONI, TRACCIO LA VIA PER IL FUTURO DEL SOCIALISMO ITALIANO

POLITICA. SANTORO (CS): LA SCISSIONE NEL PD POTREBBE FARE CHIAREZZA NEL SOCIALISMO ITALIANO

“Probabilmente scissione ci sarà e probabilmente sarà un bene anche per i socialisti”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “visto che in molti già si muovono e non vedono l’ora di approdare alla corte di Massimo D’Alema.”

“Oggi la galassia socialista si divide tra accasati, quasi-accasati e coloro che ancora immaginano un socialismo organizzato in autonomia, esattamente come il sottoscritto. Il PSI è legato a doppio filo con il PD renziano e seguirà naturalmente il ‘capo’, altri si stanno già muovendo per farsi accogliere con tutti gli onori da D’Alema, altri ancora pensano a Fassina e a Sinistra Italiana. Io, invece, penso all’autonomia socialista e a un partito socialista autonomo, esattamente come lo è Convergenza Socialista. Il mio dialogo è con chi persegue lo stesso fine.”

“La scissione nel PD, quindi”, continua Santoro, “potrà fare chiarezza ripulendo la galassia del socialismo italiano da tante stelle, sistemi, ammassi ed associazioni stellari, gas e polveri, lasciando il campo a chi, invece, pensa che il socialismo debba essere prima di tutto rappresentato da una forza autonoma ed autonomista. Se i socialisti ci sono e pensano che il socialismo non debba essere blairismo, neo-liberal, ma tenace rottura delle storture economico-sociali indotte dal capitalismo attraverso riforme di struttura, perché non dovrebbero far parte di un partito socialista, sempre nella sinistra italiana, invece di disgregarsi in mille rivoli che poco o nulla hanno di socialismo?”

“Domanda che passeremo ai posteri”, conclude Santoro, “i quali spero sapranno o avranno capito che senza un serio lavoro ideologico non si riuscirà a rendere pedonabile una vasta area della politica italiana che oggi è del tutto sommersa dalle acque.”