Archivi tag: Stato Assistenziale

SULLA STRATEGIA COMUNICATIVA DI CONVERGENZA SOCIALISTA

Relazione di Rainero Schembri, Responsabile del Dipartimento Comunicazione

Premessa

L’esperienza generale ci conferma che le prime due domande che i nostri interlocutori fanno quando cerchiamo di presentare Convergenza socialista sono: a) a che serve un nuovo partito? b) che senso ha chiamarsi socialista?
E qui comincia il difficile compito di spiegare che è vero che abbiamo una marea di partiti, ma che nella sostanza sono quasi tutti partiti senz’anima che ideologicamente non rappresentano nulla, legati come sono semplicemente a singoli individui. La gente aderisce a questi partiti come se tifasse per una squadra di calcio. Questo fenomeno, anche se ampiamente diffuso su scala mondiale ha tuttavia assunto in Italia caratteristiche ormai insopportabili.
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LA VIOLAZIONE DELLE LIBERTA’ E DEI DIRITTI (parte 5 di 5)

di Annamaria Carrese

EFFETTI DELLA TRASFORMAZIONE DELLA POLITICA E DEL RIFORMISMO INVISIBILE

Dall’ultima parte dell’articolo precedente “La violazione delle libertà e dei diritti (parte 4 di 5):
Come afferma Giovanni Maria Flick, ogni revisione alla Carta costituzionale deve comunque riconoscerne il grande servizio reso alla democrazia nel nostro Paese. Essa si è opportunamente orientata a una prospettiva fortemente garantista, di equilibrio fra i poteri, per evitare il rischio di un nuovo autoritarismo, perché prioritario era, in quel momento, “abbondare in garanzie e poi il resto verrà”.
Le sentenze della Consulta, quando chiamata a pronunciarsi su questioni rilevanti e soprattutto improcrastinabili, devono comunque mantenere le fondamentali e irrinunciabili garanzie della persona, prima ancora che del cittadino, per scongiurare una corrosione nel tempo dalla quale sia poi difficile tornare indietro.

Occorre ora ripensare un’idea di comunità anche su basi identitarie ma con apertura verso i mutamenti del tempo; bisogna non lasciare inascoltato il disagio crescente di chi subisce incrementi delle tasse a fronte di una crescente esiguità di servizi al cittadino; di chi è stanco di sacrifici per far fronte alle emorragie di denaro causate dall’inefficienza e dalla disattenzione, se non dal dolo e dall’avidità di chi approfitta di una posizione temporanea per accumulare il più possibile; di chi avverte un diffuso senso di sfiducia nella possibilità di sviluppo e crescita a breve-medio termine; e occorre quindi anche ricreare un’idea di partito che sia radicato nella vita e nelle esigenze reali dei cittadini; che pensi a una possibilità di accesso per tutti ai servizi di base e alle condizioni minime di dignità che conferiscono alle persone un’identità con la definizione di cittadino/a a tutti gli effetti.
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GUIDONIA (RM). AMANTE: LA RESA DEI CONTI

di Giancarlo Amante
Referente di CS a Guidonia (RM)

Come ogni buon padre di famiglia, alla fine del mese, si fanno i conti per vedere come amministrare i soldi della famiglia, se le scelte sono state oculate, se si è fatto il meglio per i nostri figli, se tutto può continuare con serenità.

Ebbene, l’amministrazione del comune di Guidonia amministra malamente i suoi soldi. Ci sono ovunque, anche all’interno del consiglio comunale, liti e reclami. Addirittura si è arrivati a dire che il sindaco non conosce le leggi. Non ci sentiamo di sparare a zero sull’amministrazione ma anche io ho qualcosa da dire.
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UN’ECONOMIA PARALLELA PER UNO STATO LOWCOST

di Rainero Schembri

Appare sempre più evidente la necessità di ragionare in termini di economia parallela se s’intende attivare dei meccanismi capaci di incidere drasticamente su alcune profonde disuguaglianze sociali. Tra questi meccanismi figura ovviamente anche il reddito di cittadinanza che, nell’ambito di uno Stato Sociale (che non è uno Stato Assistenziale) dovrebbe essere collegato al diritto di eseguire dei lavori socialmente utili.
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INTERVENTO SULLA ‘CARTA PER UN NUOVO STATO SOCIALE’

di Mariano Musicò

Cari amici e compagni di CS, a mio modesto avviso, lo stato sociale disegnato in questo modo, cioè “lo Stato che dovrà tornare a essere il principale erogatore e controllore dei servizi essenziali, come la sanità, l’istruzione, l’elettricità, il gas, l’acqua, l’ambiente, ecc” non sarebbe un “nuovo” stato sociale ma una mera ripetizione della prima repubblica.
Inoltre ponendo sotto il controllo dello stato i principali mezzi di produzione del paese lo “stato” non sarebbe “sociale” ma “padrone in quanto proprietario”. In parole povere se identifichiamo lo stato come strumento del “socialismo” non facciamo altro che negare il socialismo commettendo gli stessi errori commessi dal socialismo mondiale da Lenin in poi.
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STATO SOCIALE NON SIGNIFICA STATO ASSISTENZIALE

di Rainero Schembri

Creare un Nuovo Stato Sociale non significa puntare su un Nuovo Stato Assistenziale. La differenza è sostanziale. Nello Stato Assistenziale ci sono delle persone che sopravvivono solo grazie alla carità dei loro simili. Quindi si trovano in una situazione umiliante da un punto di vista fisico, psichico e morale. Sono costrette a dire sempre grazie per poter soddisfare i loro bisogni essenziali ai quali hanno invece diritto come cittadini.
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