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I DIVIDENDI DAL 1 GENNAIO 2018

di Renato Gatti

I dividendi distribuiti dalle società alle persone fisiche fino ad oggi conoscevano la differenziazione tra dividendi derivanti da partecipazioni qualificate e dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate (ovvero < del 20% del capitale).

I dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate sono soggette ad un’imposta sostitutiva del 26%.
I dividendi derivanti da partecipazioni qualificate, abbattuti per una percentuale dipendente dall’anno di formazione degli utili, entravano a far parte del reddito irpef e quindi tassati con l’aliquota progressiva marginale.
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MANOVRA SBIADITA CHE NON FA RIVOLUZIONI

“Noi socialisti approviamo l’eliminazione di Equitalia. Detto questo, però, il taglio delle tasse sul lato impresa non può essere considerato un atto rivoluzionario in politica economica ma solo il tentativo di raschiare il barile per una possibile crescita incentivando l’impresa ad assumere e sperare in maggiore occupazione e maggiori consumi”, lo ha dichiarato Manuel Santoro, segretario nazionale del partito, intervenendo nella discussione sull’approvazione della Legge di Bilancio 2017 del valore di 27 miliardi di euro.

“Una potenziale, non concreta, azione sulla domanda che potrebbe non funzionare per 3 motivi. Manovra troppo esigua, incertezza nel sistema Paese che non incentiva l’impresa ad assumere e, la ragione più attuale in quanto reale e odierna, la mancanza di una forte o almeno crescente domanda interna”, ha continuato Santoro.

“Senza una maggiore domanda interna l’impresa non ha alcun motivo per aumentare la produzione e, quindi, assumere nuovo personale. Neanche con un taglio di alcuni punti percentuali sull’aliquota fiscale di riferimento. Per questo meglio sarebbe stato incidere sul taglio delle tasse sui redditi di lavoro dipendente. E sull’abbattimento dell’IVA”, ha commentato Santoro.

“Detto questo”, conclude Santoro, “continua ad essere nota dolente l’APE che aiuta enormemente le banche e le assicurazioni. Una manovra, quindi, che non avrà alcun effetto importante per la crescita del Paese e che, come sempre, aiuta gli azionisti di banche ed assicurazioni a scapito del lavoro il quale è l’unico strumento reale per la crescita economica di una Nazione.”