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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. L’OBIETTIVO DELLE 20 ORE SETTIMANALI

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte II

Lavoro disponibile e tempo di lavoro disponibile

Prima di tutto, occorre affrontare la mancanza di lavoro e, successivamente, la relativa stabilizzazione.
Pertanto, necessita distinguere i settori in perdita da quelli in crescita o con carenza di addetti, in particolare tra i professionali, i tecnici e i lavori sociali, per indirizzare istruzione, formazione e riqualificazione in modo personalizzato e non indifferenziato.

Creare una maggiore disponibilità del lavoro in modo trasversale a tutti i suoi comparti, significa poter offrire una maggiore possibilità di scelta al lavoratore all’inizio del ciclo lavorativo. Il lavoro potrebbe quindi partire non solo per necessità ma anche essere scelto, secondo le personali capacità, attitudini e preparazioni. Questo lo renderebbe strumento di crescita dell’uomo-lavoratore all’interno del luogo di lavoro, ma solo se abbinato a migliori tutele e retribuzioni veramente premiali.
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DAL BASSO, MA NON SOLAMENTE A PAROLE

di Giandiego Marigo

Iniziare dal basso, ma davvero, accettando l’idea di non competere per le poltrone, di non difendere spazi residuali e rendite di posizione ad ogni costo. Accettando l’idea del lavoro locale, senza vergogna, senza finalizzazione d’ambizione, ma per la realizzazione di un pensiero diverso ed altro, d’un diverso sistema di valori. Tutto questo, ben consci dell’importanza delle istituzioni e della partecipazione alle stesse, ma rendendosi conto che il radicamento e l’affermazione di questo pensiero si realizza, innanzi tutto nei territori.
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ALCUNE BREVI CONSIDERAZIONI SU CONVERGENZA SOCIALISTA

di Manuel Santoro

Convergenza Socialista (CS) è un progetto politico strategico, di lungo periodo, poichè il suo ‘core business’ (se vogliamo proprio usare un termine in voga negli ambienti imprenditoriali) è la rifondazione del socialismo italiano. CS, quindi, non è una associazione culturale ma un partito politico che parte (sempre come ‘core business) dai territori, dai comuni e dai municipi.

Altra questione è relativa alla collocazione. CS si è sempre definita socialista e di sinistra. La questione ‘di sinistra’ è orami chiusa essendo CS aderente ufficialmente al Forum europeo delle forze progressiste organizzato dal Partito della Sinistra Europea. Non è più necessario ricordare che siamo di sinistra in quanto cosa ovvia visto la nostra collocazione in Europa.
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OPPRESSORI VS OPPRESSI

Manuel Santoro

Michele Emiliano dichiara di essere d’accordo con il Nord e che le regioni sono il futuro. Perché allora non i comuni?

Comunque vada, questa discussione rivela la pochezza della politica ed e’ causa di uno smarrimento politico diffuso nonché di un voluto depistaggio sui veri avversari politici, di noi socialisti e della sinistra tutta.

Una volta si parlava della lotta tra oppressi e oppressori, categorie vetuste ma sempre attuali, ma ora non più poiché non si vuole far comprendere chi siano gli oppressi e chi gli oppressori.

Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membro di una corporazione e artigiano, in una parola, oppressori e oppressi, stettero continuamente in contrasto tra loro, e sostennero una lotta mai interrotta, a volte palese a volte dissimulata,…” (K. Marx).
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TERRITORI. DOVE LA VERA POLITICA ESISTE

Manuel Santoro

Il mio compito è di strutturare Convergenza Socialista, farla crescere nella quantità e nella qualità, organizzandola affinché superi senza affanni le sfide del domani. Quando saremo più forti, più strutturati, più organizzati, più visibili, saremo più capaci di far emergere un nuovo modo di intendere le politiche socialiste.

In un Paese che non cresce socialmente da troppi anni, in un’Europa dilaniata da divisioni politiche e in un mondo dove regna sovrano il colonialismo economico il quale condiziona fortemente la politica sino ai livelli più alti e suddivide anche i morti su basi economiche e politiche, è necessario costruire un nuovo interesse attivo e partecipato su quello che ci circonda quotidianamente.
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AVANTI COMPAGNI. FACCIAMO CRESCERE CONVERGENZA SOCIALISTA. DAI TERRITORI

Manuel Santoro

Nel disperato bisogno di correggere una situazione socio-economica ampiamente frantumata ed impoverita da anni di ruberie, di inettitudine politica e di immobilismo, cerchiamo di dare una mano a chi ne ha bisogno. Nel nostro piccolo questa è la missione che cerchiamo di perseguire al meglio.

Le diversissime realtà italiane hanno bisogno di sostegno, di assistenza, di solidarietà mentre il Paese intero sembra accontentarsi degli slogan roboanti, delle promesse riformiste dagli alti toni senza che, ad oggi, si sia visto uno straccio di miglioramento delle condizioni di vita delle persone.
Evidentemente chi si accontenta è felice così, e non è stato picchiato né dalla fame né dagli stenti, a differenza di tanti altri nostri concittadini.
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IL NOSTRO NOME. IL NOSTRO SIMBOLO. LA NOSTRA STORIA E’ INIZIATA

Manuel Santoro

Mi piace ricordare che il nome “Convergenza Socialista” deriva da esperienze latino americane.

Lo dico perché pur essendo un mondo lontano, è un mondo che è stato attraversato da processi di radicali cambiamenti politici e sociali. Processi che non sono traslabili uno-ad-uno in un contesto europeo ma le cui esperienze politiche, sociali ed umane possono insegnarci molto.

Il nome “Convergenza Socialista” non è, quindi, inventato dal nulla. Già Lelio Basso ne parlava relativamente alla situazione cilena negli anni ’70.

Nel passato e nel presente ci sono stati e ci sono ancora “Convergencie Socialiste”. Dal Cile al Messico, sino all’Argentina.
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MA DI QUALE UNITÀ SINDACALE ANDIAMO PARLANDO?

di Giandiego Marigo

Unità Sindacale, ma davvero? Perchè? Ma soprattutto per rappresentare chi?
Ormai quotidiano il contrasto fra sigle, su tematiche anche molto importanti. A Mulfredo ed a Genova la UIL e la UILM accarezza le rivalse xenofobe di un “popolo” sempre più spaventato. Dissociandosi dalla FIOM che condanna con una manifestazione a sostegno dell’accoglienza il dilagare di queste manifestazioni di palese xenofobia.

In questa dissociazione, pubblica e mediaticizzata sta tutta l’inesistenza reale di una unità fittizia che si realizza ormai solamente il 1° Maggio per l’organizzazione del Concertone.
Una parte del sindacato infatti accetta il ruolo tradunionista e forcaiolo, funzionando unicamente da cardano di collegamento fra il sistema e le sue vittime designate e guadagnando per sé ruolo e privilegi.
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IL BUE CHE DÀ DEL CORNUTO ALL’ ASINO

di Giandiego Marigo

Questa farsa del Rosatellum, perchè di farsa si tratta, ha evidenziato in modo doloroso, ma quasi esageratamente esposto lo stato delle cose. Un teatrino senza rispetto in cui i convenuti recitano la propria parte fra urli, dispetti e reciproche distorsioni della realtà, mistificazioni incrociate che denotano il medesimo stile di fondo, l'uso strumentale della politica e la “cultura del potere”.

Ebbene sì, quello che sto dicendo qui è che, nonostante i toni apocalittici e gli scontri apparentemente insanabili esiste pochissima differenza reale fra i convenuti a questa commedia.
Il titolo di questo scritto, umilmente , sintetizza il senso di quello che vado dicendo.

Perchè lo dico? Forse questo va spiegato ed io cercherò di farlo, con i mezzi di cui dispongo che sono miserelli. In quanto scrivano di poco conto e di scarsissima importanza.
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