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Europee 2019. Santoro (CS): serve un fronte socialista largo

“Anche Prodi sul Corriere auspica un fronte anti-populista da Macron a Tsipras. Un bel casino elettorale, insomma”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Io rimango dell’idea, invece, che ci sia bisogno di un fronte socialista largo per contrastare sia la deriva populista e nazionalista che la visione globalista e liberista in Europa. Il fronte del socialismo largo può essere l’alternativa a questi due fronti, e può ridare anima e corpo ad una iniziativa socialista assopita in Europa da troppo tempo.”

“No, quindi, ad un fronte progressista da Macron al PSE sino a Syriza. Rigetto, inoltre, l’idea di un fronte repubblicano oppure di un fronte sovranista, sia esso di destra o di sinistra. Penso sia opportuno, invece, lavorare per la costituzione di un fronte socialista largo, che metta in campo un programma politico alternativo per le elezioni europee del 2019. Continuo a ripetere che solo una visione socialista può rompere le catene di una Europa elitaria e liberista ed evitare che il nostro continente cada in conflitti tra nazioni di natura ovviamente abbiente e non nell’interesse delle classi lavoratrici che i socialisti, internazionalmente, rappresentano.”

“Il socialismo largo è il futuro”, continua Santoro, “e in alcune parti del globo, tra Sanders in US e Corbyn in UK, questa speranza comincia ad emergere. L’anima del socialismo è nell’essere l’alternatività di sistema alla centralità del capitale, e dovrà essere largo poiché dovrà coinvolgere e raccogliere tutte le energie disponibili che hanno il medesimo obiettivo politico. Trasformare radicalmente la nostra Europa in senso socialista.”

“A nessuno piace questa Europa”, conclude Santoro, ” Rimane, quindi, fondamentale cambiare profondamente i Trattati europei, ergersi con forza contro il liberismo internazionale e i sovranismi, e infine affrontare il discorso del superamento del sistema economico capitalista proponendo un vero programma per l’Europa del domani. Ripeto, per una Europa socialista.”

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LA GRECIA ED UN NUOVO ALFABETO EUROPEO ALTERNATIVO, SOLIDALE

di Manuel Santoro

Leggo di una probabile manovra per sostituire Tsipras, riconducibile ad un incontro avvenuto a Bruxelles con la partecipazione dei leader greci “pro-Europa”. Samaras, Gennimata e Theodorakis. Premettendo che non voterei mai questo Pasok, questo evento, se vero nelle intenzioni, sarebbe da considerare come l’ultima disperata mossa di un gruppo di potere genuflesso a chi realmente comanda in Europa il quale tiene sotto scacco i popoli europei e constringe il popolo ellenico alla fame.

La questione greca è una question europea. La questione greca potrebbe essere un nostro punto di partenza, non di arrivo.

La questione greca non è solo politica estera. E’ il nostro futuro. Il futuro stesso dell’idea di Europa. La questione greca riguarda il ripensamento delle priorità dell’individuo all’interno di una collettività, di quello che è universalmente importante per l’uomo. Riguarda l’organizzazione stessa della società.
L’eterna lotta tra uomo e capitale.

L’iniziativa del Manifesto risalta il fatto che perdere la Grecia sarebbe come perdere la propria infanzia. Rimanere senza memoria e senza parole. E’ vero. Ed è quindi proprio la Grecia (con il suo futuro fuori da questa Europa) che può far riemergere un alfabeto europeo alternativo, solidale.